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| Danni al serbatoio e alle strutture dell’impianto del Pertusillo |
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14/06/2010 |
| Ormai è un vero attacco. L’ultimo episodio ai danni di Aqp -strutture dell’Impianto del Pertusillo- si è verificato ieri, domenica, in pieno pomeriggio. Ignoti hanno scagliato dei sassi contro le vetrate della guardiania. Oltre ad essere stati infranti i vetri, i sassi hanno colpito il monitor di un PC, posto su di una scrivania a ridosso della vetrata. Da quanto si è appreso chi ha commesso il fatto, approfittando dell’assenza, è delle guardie giurate, che dei dipendenti Aqp, si sarebbe introdotto all’interno superando il cancello all’ingresso. Impossibile, secondo la ricostruzione di alcuni, scagliare le pietre restando fuori dal perimetro. Specie per colpire le vetrate della parte posteriore. Solo l’ultimo episodio, come si diceva. Sempre nella mattinata di ieri, infatti, sarebbe stata trovata divelta, per l’ennesima volta, la rete di protezione del serbatoio, posto a qualche km più a valle dell’impianto. Serbatoio dal quale l’acqua, resa potabile, inizia il suo viaggio verso la Puglia e alcuni paesi del materano. Qualcuno ha deciso dunque di sferrare un vero e proprio attacco all’Aqp. In tale chiave sarebbe da leggere anche l’episodio della foratura degli pneumatici dell’auto del direttore dell’impianto, verificatosi la settimana scorsa. L’auto era regolarmente parcheggiata all’interno dell’impianto. Quest’ultimo episodio, sarebbe avvenuto durante le ore notturne, quando l’ingresso è presidiato dalle guardie giurate. Chi si è introdotto quindi ha di certo usato un altro ingresso. Si ricorda che sino a qualche tempo fa, l’impianto era vigilato con orario continuato, ora, solo nella fascia notturna. Intanto, sul fronte delle indagini, risulta che i Carabinieri di Gallicchio, hanno raccolto i sassi trovati all’interno. Si conta di trovarvi tracce, utili a dare un volto ai responsabili.
Paolo Sinisgalli
redazione Agri-Lasiritide.it
foto Sinisgalli
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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