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| La Regione toglie il lavoro ai precari e affida ad esterni |
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11/06/2010 |
| Si chiama assistenza tecnica ed è un’attività di sostegno alla partecipazione ai programmi comunitari. Sino a dieci mesi fa in Basilicata questa attività - presso il Dipartimento Formazione - veniva svolta da un gruppo di 22 precari. A settembre 2009, però, il Dipartimento ha deciso di cambiare le cose e di affidare il programma ad una società esterna.
Quel provvedimento di estrnalizzazione, però, non ha convinto Bruxells. Anzi l’autorità di audit (composta da esponenti del Ministero del Lavoro e componenti dell’Unione Europea) lo ha indicato come una delle «criticità da migliorare». In particolare, scrive la Commissione nell’informativa dell’autorità di audit presentata ieri nel corso di un incontro (che si è tenuto ieri ed a cui ha partecipato anche il Comitato di sorveglianza regionale) che «la verifica del condotta tenuta dall’autorità di audit ha riscontrato l’ottemperanza al maggior numero dei requisiti previsti dalla normativa comunitaria, riscontrando, però, taluni aspetti critici da migliorare». Tra questi alcuni aspetti procedurali legati ad un adeguato numero di controlli in itinere e la «selezione del personale esterno in applicazione al bando di affidamento delle attività di assistenza tecnica». Il bando fatto dal Dipartimento Formazione per un importo di oltre due milioni e mezzo di euro è già operativo da alcuni mesi. Anzi, la società che ha vinto il bando ha portato avanti sino ad oggi un’attività per oltre 700mila euro. E i 22 precari che lavoravano all’assistenza tecnica? Il loro contratto scade a settembre e il rischio che non venga rinnovato è concreto
«Non attribuiamo responsabilità alla nuova autorità di gestione che ha espresso la volontà di trovare soluzioni per i 22 precari il cui contratto scade a settembre - precisa il segretario generale della Cisl, Enrico Gambardella - Ma possiamo dire che la vicenda resta emblematica ed è frutto di una scelta non condivisa che non trova giustificazioni dato all’interno del Dipartimento vi erano già delle esperienze e delle competenze presso la Regione. Persone che, ora, rischiano seriamente di andare a casa, visti anche gli effetti del decreto Tremonti». Insomma, una vicenda particolare che non sembra aver prodotto risparmi (almeno fino a settembre) ma una doppia spesa.
Intanto, da parte sua la Regione butta acqua sul fuoco. «La richiesta dello scorso dicembre - fa sapere il Dipartimento regionale tramite l'Ufficio stampa - tendeva solo a conoscere se fosse stata attivata o meno l'assistenza tecnica e le risorse allocate su tale attività. A tale richiesta è già stata fornita risposta nel senso che l'assistenza tecnica, che non era ancora partita alla data della richiesta in attesa che venissero espletate le procedure di gara come da legge, è stata ora attivata e la richiesta di chiarimento è stata così soddisfatta. Sulla questione non c'è, invece, traccia di altre criticità rilevate».
Antonella Inciso
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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