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Prima di Potentia l'antica città era sul Basento

10/06/2010



«È una scoperta davvero importante - commenta il soprintendente per i Beni archeologici della Basilicata, Antonio De Siena - si tratta di un nucleo abitativo organizzato a ridosso del fiume Basento che rappresenta la prima esperienza urbanistica della popolazione rurale lucana esistente nel territorio di Potenza». Un’esperienza che precede di molto la fondazione romana di Potentia. In sostanza, spiega De Siena, in località Tre Mari nel corso dei lavori per la realizzazione di un viadotto stradale, sono emersi i resti di un piccolo nucleo abitativo, ubicato a valle delle pendici meridionali del colle su cui sorgerà il centro romano di Potentia, nonché il moderno centro urbano, e alla confluenza di due corsi d’acqua, il torrente Gallitello e l’alto corso del fiume Basento. Il sito è stato compromesso negli anni ‘50-‘60 dalla costruzione di un muro d’argine a protezione delle piene del Basento e coperto in gran parte dalla viabilità cittadina. Si ipotizza che un originario nucleo abitativo si sia installato nell’area nel corso dell’ultimo trentennio del IV secolo a.C.

«L’importanza di questo sito - spiega De Siena - è dato dal fatto che è il primo tentativo messo in atto dalla popolazione lucana di dare vita a un proprio centro urbano autonomo. Un fenomeno che registriamo in altre aree della regione, come a Grumentum, dove anche qui la fondazione romana arriva dopo e l’impianto urbano è più antico, da riferirsi, quindi, a una fase lucana. Cosa succede insomma? I lucani che abitano nelle campagne abbandonano progressivamente i loro possedimenti e avviano un processo di aggregazione su moduli urbanistici regolari». Il nucleo individuato a Gallitello, in sostanza, è la traccia del primo tentativo di dar vita all’insediamento lucano di Potenza.

«E questo avviene prima dell’intervento romano. Siamo nel IV secolo a. C. - sottolinea De Siena - e assistiamo a un fenomeno che vede popolazioni contadine aggregarsi a ridosso del Basento, arteria di collegamento, di scambi commerciali. Sito che abbandonerà poi intorno al I secolo con la fondazione della colonia romana». Una tale scoperta colma quel vuoto cronologico esistente tra la fase arcaica e la fondazione della colonia romana. Grumentum sembrava u n’eccezione, con quella realtà sviluppatasi a valle del fiume Agri dopo l’abbandono delle fattorie. Adesso c’è la conferma che si tratta invece di un fenomeno che porta all’urbanizzazione di numerose piccole comunità lucane sparse sul territorio.

«È il superamento della fattoria come modello insediativo e produttivo. Si va verso la nascita della città. Si passa dallo spopolamento delle campagne alla formazione dell’élite urbana. Cambia il sistema produttivo e politico con la realizzazione di infrastrutture collettive a vantaggio di tutti». Lo dimostra lo scavo di Gallitello che non è tanto significativo per gli oggetti venuti alla luce e riconducibili ad attività domestiche di uso quotidiano, strumenti di lavoro, contenitori, quanto per l’organizzazione degli spazi del nucleo abitativo. Tutte le case si dispongono in maniera regolare seguendo una rete stradale che sembra avere tutte le caratteristiche di un impianto di tipo greco. Sono infatti emersi i resti di almeno due blocchi di edifici, tra loro separati da una strada, costituiti da grandi ambienti quadrangolari, delimitati da muri realizzati con ciottoli di fiume di medie dimensioni e pietre parzialmente sbozzate, tenute insieme da un legante a matrice terrosa, e che si poggiano su di una fondazione di grosse pietre non lavorate. La parziale distruzione dell’area può essere imputata a u n’inondazione del fiume. «La prima cosa era proteggere il sito, ora con il Comune - sottolinea De Siena - si troverà la soluzione migliore per la sua conservazione e fruizione»
[l.ier.]
Gazzetta del mezzogiorno



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