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| Economia, manovra lacrime e sangue per gli apulo-lucani |
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9/06/2010 |
| Tremano i comuni lucani di fronte alla manovra del Governo centrale che da una parte stringe la cinghia dei fondi statali e dall’altra chiede alle amministrazioni municipali di prestare particolare attenzione ai bilanci. Ed è proprio della Basilicata il paese che più di ogni altro in Italia rischia di subire maggiormente i contraccolpi della «cura dimagrante» imposta da Roma. Si tratta di Lagonegro: ognuno dei 5.868 lagonegresi, infatti, dovrebbe «contribuire » con circa 290 euro per garantire alle casse comunali il rispetto del patto di stabilità, tradotti in tagli alla spesa procapite. È quanto emerge da una ricerca pubblicata ieri dal quotidiano «Il Sole 24 Ore», realizzata sulle stime dell’Ifel, l'Istituto per la finanza locale dell’Anci.
Come taglio alla spesa, il Comune italiano più colpito sarà quello di Loreggia (Padova), con il 60 per cento, mentre per riduzione procapite la classifica è guidata dai 760 euro di Montalto di Castro (Viterbo). La manovra imporrà riduzioni anche alle Regioni: per la Basilicata è previsto un taglio del nove per cento circa, con un valore di 98 euro per lucano.
Il rispetto del patto di stabilità, per i capoluoghi di Provincia, si tradurrà invece in una «sforbiciata» alla spesa tra il sette e l’otto per cento circa per Potenza e Matera nel 2011, e in un aumento di un punto percentuale circa per l’anno successivo che, in termini di valore procapite per i cittadini, oscilla tra i 70 e i 155 euro in due anni.
A livello nazionale, secondo l’Isef gli effetti della manovra si faranno maggiormente sentire in Piemonte (dove saranno necessari provvedimenti di riduzione della spesa del 13,7 per cento) e a Parma, con valori compresi tra il 20 e il 22 per cento. Alla luce dei risultati dell’inda gine, il sindaco di Lagonegro, Domenico Mitidieri, annuncia una clamorosa iniziativa: «Consegneremo le chiavi della città al governo nazionale. Non è più possibile andare avanti così. Sopportando forti sacrifici anche a danno dei servizi erogati alla cittadinanza, negli anni abbiamo sempre rispettato il patto di stabilità. Motivo per cui leggere oggi di ulteriori tagli alla spesa corrente che si tradurrebbero in imposte extra ai cittadini - aggiunge il primo cittadino - comporterebbe la crisi totale dell’ente che amministro. Per questa ragione, qualora il sistema non sarà ritoccato, non mi resterà altro da fare che consegnare le chiavi della città al governo nazionale».
Insomma, ai Comune non resta che registrare un ulteriore taglio di trasferimenti da parte dello Stato, aggravando il quadro economico di città e paesi già in affanno: «Se sarà così - aggiunge il sindaco di Lagonegro - saremo di fronte all’ennesimo atto scellerato da parte del governo nei confronti degli enti locali. Nella prossima riunione del direttivo dell’Anci regionale, già convocata da presidente Vito Santarsiero, sarà valutata ogni possibile azione da mettere in campo al fine di ottenere da parte del parlamento un emendamento alla manovra finanziaria del ministro Tremonti che non costituisca un ulteriore penalizzazione per i comuni che già vivono forti momenti di crisi e di tensione sociale».
In effetti i numeri veri potrebbero rivelarsi ancor più duri di quelli elencati dalla ricerca de «Il Sole 24 Ore». La ragione è semplice ed è legata al fatto che non si conoscono ancora i consuntivi del 2010. Di conseguenza i calcoli ipotizzano che tutti i comuni riescano a fare il pezzo di strada che il patto impone loro quest’anno. Ma sarà, poi, veramente così? I numeri, frutto dei calcoli condotti dai tecnici dell’Ifel, pongono Lagonegro al 14 posto come riduzione procapite. La città di Monnalisa è in «buona» compagnia dal momento che in questa speciale top 20 dei sacrifici figurano anche città come Torino e Parma, rispettivamente al decimo e all’undi - cesimo posto, mentre la classifica è guidata da Montalto di Castro, in provincia di Viterbo, dove ogni residente dovrebbe contribuire per 755 euro per rispettar i vincoli imposti per il prossimo anno dalla manovra correttiva del governo.
I cittadini di Lagonegro si ribellano di fronte alla possibilità di un ulteriore balzello. Il loro «no» è secco. «Francamente non possiamo andare avanti in questa maniera. Se dobbiamo chiudere bottega ce lo dicessero chiaramente» è il commento che rimbalza di più tra i lagonegresi.
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
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