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| I Claps a Frattini: "Restivo in Italia" |
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8/06/2010 |
| Un appello affinchè Danilo Restivo, unico indagato per l’omicidio di Elisa Claps, avvenuto il 12 settembre 1993 a Potenza, sia trasferito in Italia per essere interrogato prima del 24 settembre (quando dovrà comparire davanti alla giustizia inglese, poichè detenuto per un altro delitto), è stato rivolto poco fa, durante “Chi l’ha visto?”, su Rai3, dal fratello della ragazza, Gildo Claps.
Il fratello della ragazza assassinata ha chiesto che Restivo venga “estradato temporaneamente” in Italia. All’appello di Gildo Claps si è unita la conduttrice della trasmissione, Federica Sciarelli. Durante la trasmissione è stata mostrata la foto di un’apertura nel sottotetto dove fu trovato, il 17 marzo scorso, il cadavere di Elisa Claps. Il sospetto è che qualcuno abbia realizzato un rudimentale “aspiratore” per favorire l’uscita dal tetto degli effluvi della decomposizione. Gildo Claps ha definito «evidente che Danilo non ha fatto tutto da solo. Non c'erano i tempi e lui non aveva la lucidità necessaria. Qualcuno – ha concluso – dopo il delitto o il giorno dopo ha occultato il corpo di Elisa».
L'ex pubblico ministero di Potenza, Felicia Genovese, che coordinò le indagini sulla scomparsa di Elisa Claps – avvenuta nel capoluogo lucano il 12 settembre 1993 - fece «errori marchiani». Ha detto poi sempre durante la trasmissione di Rai3, Gildo Claps: «Bisogna chiedere conto all’ex pm delle indagini su Elisa - ha detto Gildo Claps – perchè il giorno dopo la scomparsa di mia sorella la situazione era chiara. Genovese – ha aggiunto - fece errori inspiegabili». Gildo ha detto che «la famiglia non si ferma, noi andiamo avanti perchè vogliamo che siano chiariti tutti gli aspetti oscuri di questa vicenda, che hanno rappresentano una vergogna per tutto il Paese».
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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