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Ciak d'oro "Basilicata coast to coas. Intervista a Papaleo

5/06/2010



Basilicata coast to coast dopo incassi e gradimento anche del pubblico del Sud America, riceve il “Ciak d’oro” per la colonna sonora. Lui, Rocco Papaleo da Lauria, ne è entusiasta, specie perché dopo anni di esperienza e successi nel mondo del cinema il timore che il suo primo film da regista passasse sottotono ce l’aveva, ma era il timore del debutto, smentito dai fatti. Lui racconta per musica, parole e immagini la sua terra, la Basilicata presa come “rappresentante” del Sud.
Nel passato più e meno recente la Basilicata del cinema era tutto sommato quella della cinematografia religiosa, con “Il Vangelo secondo Matteo” di Pasolini negli anni ’60 e “The Passion” di Mel Gibson qualche anno fa. “Basilicata coast to coast” invece cosa racconta?
Beh, innanzitutto per la prima volta la Basilicata non si offre come location, ma interpreta se stessa, e si sa che quando si interpreta se stessi tutto riesce molto meglio, è più facile anche. Ha offerto questo sfondo meraviglioso rendendo così possibile la metafore che fonde il suo viaggio con il viaggio dell’anima dei protagonisti, divenendo essa stessa protagonista essenziale del racconto con i suoi paesaggi così profondamente diversi tra loro ma al tempo stesso così profondamente veri, caratterizzanti un’unica identità.
Nel film appare chiara la volontà di offrire una immagine diversa della Basilicata al di fuori degli stereotipi. Operazione riuscita?
Non posso dirlo io. Ciascuno nel vedere il film si formerà un suo parere. Certo è che non è un film documentaristico e nemmeno che riporta quello che è lo sguardo che si ha del Meridione. Racconto un sud diverso, capace di guardare la realtà con uno sguardo poetico una regione (che poi è tutto il sud) con grandi attitudini sopraffatte dalla mancanza di meritocrazia. Parliamo di Magna Grecia, del grande cuore culturale del Mediterraneo e notiamo come sia assurdo pensare a come si sono storicamente evolute le cose, bloccandoci sulla cultura delle raccomandazioni e della clientela. Andando in giro a presentare il film il messaggio vero che mi sono sentito di lanciare è racchiuso in una sola parola: meritocrazia.
Durante i viaggi si mangia, e così è successo anche in Basilicata coast to coast. Papaleo nuovo ambasciatore della cucina tipica lucana?
Beh, se vogliamo metterla così… sì, in un certo senso, perché in realtà si vedono solo un paio di piatti tipici e in una scena io lancio un brindisi con un bicchiere di Aglianico in mano, ma non è certo un film… enogastronomico, sia chiaro.
Quanto peso ha dato alla politica nella scrittura del film?
Non tanto. Del resto la politica è dentro ogni cosa, ma nel film la questione politica e quella sociale sono sommerse, è più evidente e dominante il sentimentalismo, del resto la satira politica non mi appartiene, ho sempre teso di più ad esaltare i valori umani, quelli più veri. Ecco, se posso esprimere un desiderio che è anche un suggerimento, mi piacerebbe che il film venisse accolto come una canzone, una poesia.

Ed è un film in cui si esalta anche il potere dell’amore, quello che dà e quello che toglie…
Per carità, ti prego, anche Berlusconi parla d’amore, non vorrei sovrappormi al nostro premier. Io parlerei del potere della naturalezza, del rapporto con la “lentezza” e la “sospensione”, sulle riflessioni e la ricerca di valori autentici.
Lei è riuscito a coniugare il Rocco Papaleo musicista con il Rocco Papaleo attore. E c’è riuscito “utilizzando” il Rocco Papaleo regista. Mi pare che il ciclo sia ora completo, o manca qualcosa?
Direi semplicemente che è un’altra tappa, e che ora posso trovare un’altra onda da cavalcare e proseguire. Il cambiamento, la ricerca del cambiamento è una mia caratteristica, una peculiarità del mio percorso da sempre. Ora sono emozionato, non ho le idee chiare, era più facile prima dell’uscita del film. Questo successo mi ha sostanzialmente confuso le idee, parlo, rilascio interviste, dichiarazioni, ma le parole vanno da sole, sono frastornato. Prima era più facile parlare.
Ma quanto ha incassato il film sinora?
Non so di preciso, ma è andato bene ovunque. E rivelo un particolare: in Basilicata nel primo week end nelle sale ha incassato più di Avatar. Come dire, un piccolo francobollo sui successi planetari che questo film sta avendo, una “zona di resistenza umana”, e questo, da lucano, non può che farmi ancora più piacere.

Angelomauro Calza



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