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| Moni Ovadia: dopo il docu-film, un altro ambizioso progetto per la Lucania |
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3/06/2010 |
| «DALL’INCONTRO DEGLI UOMINI NASCONO COSE NUOVE».
Quanta verità in una frase! Quanto, in concreto questa specifica frase, pronunciata dal maestro Ovadia nell’intervista rilasciata alla nostra testata qualche sera fa a Viggiano, potrà diventare ancora più vera, sarà il tempo a dircelo. Nella sostanza significherà che Viggiano e la Basilicata dovranno attrezzarsi per ospitare intere carovane di Arte e Cultura. Sì, perché con quella frase, Moni Ovadia, ha lanciato una proposta e un’idea che, se realizzata, farà diventare, Viggiano, famosa nel mondo. Come, lo scoprirete nell’intervista che segue. Intanto, per quanto ci riguarda, vi possiamo garantire che quella frase ci ha già toccati da vicino. E’ dall’incontro di uomini e donne intorno alla passione per il proprio territorio e dalla loro ferma convinzione circa la necessità di “comunicarlo” alle altre aree regionali, prima ancora di proiettarlo oltre confine, che è nata La Siritide.it dove ora, muove i primi passi, la sua redazione Agri.
L’intervista è del 17 maggio.
L’attore teatrale, musicista e scrittore italiano, era arrivato a Viggiano per partecipare alle riprese del Docu-Film “Alma Story”, di cui sarà protagonista, e che rientra nel progetto “SCHEGGE”- CINEMA TRA DOCU TENTAZIONE, RACCONTO, MEMORIA E FUTURO, voluto dall’Assessore alla Cultura, Luca Caiazza. La serata in cui l’amministrazione comunale ha accolto Ovadia, è stata anche l’occasione per presentare uno dei suoi ultimi lavori multimediali: Binario 21. Un libro con Dvd dove si racconta la crudeltà delle deportazioni.
Proprio ragionando sui viaggi del suo “Binario 21” e di quanto aveva raccontato al pubblico, -prima di passare alla lettura di alcuni brani-, è nata la nostra domanda.
Mentre la ascoltavamo, abbiamo immaginato una sorta di Binario Lucania. Un binario non per le partenze ma per gli arrivi. Perché la nostra terra è accogliente. Potremmo ospitare gli assetati della terra e non solo.
Il binario che porti in lucania, una terra così straordinaria, la gente, deve partire dalla volontà dei migliori. Sa come? Gliela do io la proposta! Un grande festival di cultura internazionale, da tenersi qui a Viggiano. Che Viggiano diventi famosa nel modo come lo è Avignone.Come lo sono diventati altri piccoli paesi come Cividale del Friuli, per esempio, dove io stesso ho diretto un festival ormai famoso in tutta Europa (parla del Mittelfest ndr). Bisognerà, avere il coraggio di fare grandi investimenti sulla cultura. Sarà un grande investimento perché verranno uomini di teatro che parlano, raccontano e richiamano presenze, innescando un ciclo virtuoso. Vedrà che quel binario nasce da solo.
«Il suo progetto è interessante. Capita come un fiore, alla nostra regione. Vedremo di meritarcelo, impegnandoci perché la sua ida diventi realtà». Ci è venuto da dire al maestro».
«Non è una questione di meritarsi niente. La vostra regione si merita di essere conosciuta e scoperta. Io sono disponibile a realizzare il progetto. Sono felice di essere qui e se avrò altre ragioni per venirci, per costruire delle belle cose insieme, ne sarò ben felice. Perché è così che si fa, gli uomini si incontrano e nascono cose nuove. Bisogna saper unire le culture dell’esterno e dell’interno, da quella sinergia nasce il meglio per tutti».
Si fermerà solo per il tempo necessario alle riprese a Viggiano?
R - Sono costretto a fermarmi lo stretto necessario per le riprese perché ho altri impegni. Ora, però, Viggiano è parte di me!
Abbiamo solo accennato l’idea del progetto all’assessore Caiazza. Non si è sbilanciato molto, ma il suo sguardo illuminato è stato per noi, la migliore risposta. La Regione Basilicata come pure la Provincia di Potenza, farebbero bene a prendere in seria considerazione l’idea di Moni Ovadia.
Se ciò dovesse accadere, dopo il carro di Rocco Papaleo visto nel suo “Basilicata Coast to coast”, altri ne arriveranno. Questa volta però, non in direzione del mare, ma su, su, verso il paese del Sacro Monte. E bisognerà arrivare per tempo!
Paolo Sinisgalli
redazione Agri-Lasiritide.it |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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