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Senise, "sulla discarica decideranno i cittadini"

3/06/2010



“Saranno i cittadini a decidere, se necessario anche con un referendum”. Parola del sindaco di Senise Giuseppe Castronuovo, che nei giorni scorsi ha dato il via ad una serie di incontri informativi con le diverse parti sociali della cittadina sinnica, per informare tutti sull’iter normativo e amministrativo finora adottato in merito all’ipotetica realizzazione di una discarica di rifiuti speciali non pericolosi. Un’ipotesi, appunto, più che un progetto già in atto. Perché il territorio del Senisese è stato individuato nell’ambito del Piano Provinciale dei Rifiuti, che risale a qualche anno fa, come luogo nel quale poter collocare una delle 3 discariche previste in tutta la regione (una nel Senisese, l’altra nell’area nord lucana, l’altra ancora nell’area di Tito, ciascuna delle quali di una capienza pari a 300mila metri cubi). Due anni fa l’amministrazione comunale aveva pubblicato un avviso informativo per avere il quadro delle società eventualmente interessate alla realizzazione della discarica. Un avviso pubblico “esplorativo”, come spiega il sindaco, incentrato su tre richieste specifiche: la presentazione del curriculum della ditta; l’indicazione del sito scelto; la presentazione di possibili benefici economici o in termini di investimenti. All’avviso rispondono in 9. Viene così costituita un’apposita commissione composta, tra gli altri, dall’ingegner Masi dell’Università degli Studi di Basilicata. Sette ditte non vengono considerate idonee. Restano la Senesi Srl di Macerata (che indica come sito una località nei pressi di Serra della Pietra, a valle dell’invaso di Montecotugno), che arriva seconda. La scelta ricade sull’Ageco Srl di Tito, che, nel progetto presentato, individua come possibile sito località “Palombara”, sempre non molto distante dall’invaso ma nei pressi dell’ex discarica senisese, ora satura. Sempre da progetto al Comune spetterebbe il 5% del fatturato prodotto, il servizio di pulitura dell’abitato gratuito e la realizzazione di una piattaforma per il trattamento dei rifiuti per una ventina di unità lavorative. “L’individuazione della zona adatta per la discarica è inserita nel piano provinciale- spiega il sindaco- Questa amministrazione ha soltanto voluto capire quale potesse essere la prospettiva rispetto alle ditte interessate. Lo abbiamo fatto con un avviso pubblico, ma che non determina niente di ufficiale”. Gli incontri, già effettuati con il mondo delle associazioni e i partiti di maggioranza, continueranno per tutto il mese di giugno. “Le autorizzazioni vengono date dalla Regione- ha concluso Castronuovo- ma in merito alle decisioni, anche se io ho una mia precisa idea, non voglio esporla ma voglio mettere in atto un’azione democratica per informare tutti i cittadini, affinché siano in grado di decidere coscientemente sul da farsi. Siamo anche disposti ad indire un referendum. E anche se l’ultima parola spetta ad enti a noi superiori, se i cittadini non dovessero volere la discarica metteremo in atto forme civili di disapprovazione”.

Mariapaola Vergallito



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