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Sotterrati rifiuti radioattivi in Basilicata? De Filippo: possibile

31/05/2010



«Tombamento di fusti con materiali radioattivi possibile, aiuti contro la diffusione di microdiscariche di plastica agricola nel Metapontino, siti industriali inquinati ma senza risorse per la loro bonifica, e smaltimento dei fanghi petroliferi». Così, il presidente della Regione, Vito De Filippo, nella sua audizione davanti alla Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti, presieduta da Gaetano Pecorella, il 18 maggio scorso. Audizione di cui è stato diffuso il resoconto stenografico. Detto del riepilogo da lui consegnato sulle infrazioni nel ciclo dei rifiuti in Basilicata, «…nel 2005 ne sono state accertate 112, pari al 2,3 % nazionale; nel 2006, 64, pari all'1,4 %; nel 2007, 80, pari all'1,75 %; nel 2008, 108, pari al 2,8 %; nel 2009, 155, con una percentuale del 3 %», e della necessità di potenziare la raccolta differenziata, sono interessanti i «botta e risposta» con i commissari. La sen. Magda Negri (Pd), ricordando la visita della Commissione il 9 marzo scorso a Rotondella, ha chiesto dei controlli sull’eventuale tombamento di fusti con materiali radioattivi e se vi sia allo studio un aiuto alle imprese contro la diffusione di microdiscariche di plastica agricola soprattutto nel Metapontino. «Non escluderei mai questo problema del tombamento di rifiuti pericolosi – ha risposto il “governatore”».

Le indagini avviate negli anni precedenti hanno sempre contato sulla nostra collaborazione. Presumo che la sensibilità su questo argomento 10 o 20 anni fa fosse diversa ma oggi rimaniamo sempre all'erta e abbiamo costruito un rapporto con il Cnr, con il quale proveremo a realizzare una indagine su tutto il territorio regionale. Per quanto riguarda la plastica agricola stiamo tentando di mettere insieme sostegni alle associazioni di produttori». L’on. Alessandro Bratti (Pd) ha posto l’accento sulla bonifica di Tito Scalo «se esistono problemi legati alla vasca fosfogessi » e sul funzionamento dell’inceneritore Fenice «su cui sono pervenute alcune segnalazioni».

Il «governatore» ha risposto così sui siti inquinati: «Sui due siti di interesse nazionale (oltre Tito, la Valbasento, ndr), stiamo realizzando un lavoro di bonifica e di caratterizzazione con le possibilità economiche che possiamo ricavare dalle nostre risorse e dalle poche che sono garantite a livello centrale. La Regione si occupa non solo della caratterizzazione ma anche di una valutazione delle falde nelle aree contermini. Abbiamo un vasto sistema di pozzi piezometrici che ci consentono di verificare la situazione delle nostre falde, evitando implicazioni negative nel settore agricolo. Ad oggi, sul versante del monitoraggio le questioni ci sembrano sotto controllo».

E l’on. Pietro Franzoso (Pdl) è tornato su Fenice chiedendo «se vi finiscano anche gli scarti oleosi della trivellazione dei pozzi petroliferi e quale sia il piano utilizzato per lo smaltimento». De Filippo ha spiegato: «Alcune discariche specializzate sono state avviate per i residui derivanti dall'attività estrattiva. Quella di Guardia Perticara è gestita da una società privata, mentre un'altra nell'area del petrolio di occupa dello smaltimento dei fanghi».

Filippo Mele
la gazzetta del mezzogiorno



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