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| Restivo diede ad Elisa 13 coltellate |
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28/05/2010 |
| Il provvedimento era nell’aria. Svolta nelle indagini sulla morte di Elisa Claps, la studentessa potentina scomparsa il 12 settembre del ‘93, il cui cadavere è stato trovato 17 anni anni dopo nel sottotetto della chiesa della Trinità, a Potenza. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Salerno, Attilio Orio ieri ha firmato l’ordine di arresto europeo per Danilo Restivo, 38 anni, l’unico indagato in questa vicenda, già detenuto in Inghilterra per l’omicidio di un’altra donna, la sarta inglese Heather Barnett, massacrata il 12 novembre del 2002.
«L’arresto di Danilo - dice Gildo Claps, fratello di Elisa - è un atto che invano avevamo elemosinato per 17 anni. A questo punto auspichiamo che sia il primo tassello di una verità attesa da un tempo interminabile e che vengano fuori tutte le inadempienze e le complicità».
Il mandato di arresto è stato notificato al presunto assassino proprio mentre usciva dalla Crown Court di Winchester (istituzione equivalente al nostro tribunale del Riesame) per l’udienza-lampo sull’istanza di scarcerazione. In realtà i suoi avvocati difensori non hanno presentato alcuna domanda, probabilmente perché la cauzione da sborsare per ottenere la libertà è elevata, da 500mila a un milione di sterline (cioè fino a un massimo di un milione e 181.684 euro). Troppo anche per una famiglia benestante come quella di Restivo.
E così l’uomo, in carcere dal 19 maggio scorso, resterà in cella in attesa del processo che comincerà il 24 settembre prossimo. Lo ha annunciato ieri il giudice Guy Boney: «Per quella data - ha detto rivolgendosi a Restivo - lei avrà avuto l’opportunità di discutere la sua strategia di difesa con i suoi legali. Quel giorno –ha proseguito – di fronte al tribunale ci sarà l’udienza d’incriminazione: sarà presentato il documento che rivela i capi d’imputazione. E le verrà chiesto se dichiararsi colpevole o innocente».
Per quanto riguarda la cauzione, il giudice ha aggiornato l’udienza «fino a quando ci sarà effettivamente una richiesta da parte della difesa, se mai ci sarà». Fino a quel momento, dunque, Restivo resterà in regime di custodia cautelare. E potrebbe rimanerci almeno fino al 19 novembre, quando scadranno i termini della custodia cautelare, prorogabili fino alla fine del processo. Qualora dovesse essere condannato per l’omicidio in Gran Bretagna, Danilo rischia l’ergastolo con un minimo di 35 anni da scontare in carcere.
Visibilmente provato, stanco e con lo sguardo assente, l’imputato si è fatto aiutare da un traduttore per comprendere le parole del giudice. Si è limitato ad annuire - raccontano a Bournemouth - e ha evitato di incrociare lo sguardo della moglie Fiamma, presente in aula con uno dei suoi figli.
Intanto la polizia scientifica inglese continua a setacciare la villetta di Chatsworth Road, dove Danilo vive con la consorte e i suoi figliastri. Sono stati raccolti - sostengono gli investigatori - materiali interessanti per l’indagine, in grado di sostenere l’accusa. Un quadro generale che s’intreccia con l’inchiesta Claps su cui piomba come un macigno l’ordine di arresto italiano.
La Procura di Salerno, che coordina le indagini della Squadra mobile di Potenza, romperà il silenzio questa mattina, alle 11, quando il pg Lucio Di Pietro incontrerà la stampa per illustrare gli sviluppi dell’indagine. Lo farà proprio mentre scadono i 20 giorni di secretazione della perizia autoptica sul cadavere di Elisa.
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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