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| Restivo: ora spunta un diario segreto |
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23/05/2010 |
| Un diario con ciocche di capelli appiccicate apparentemente senza un senso logico. Tra una pagina e l’altra. Capelli ordinati per lunghezza, dai più lunghi ai più corti. E tutti di colore nero. È uno dei reperti che avrebbero raccolto gli investigatori inglesi nella casa di Danilo Restivo, a Bournemouth, in Inghilterra, messi a disposizione del procuratore Alastair Nisbet che tre giorni fa ha annunciato il rinvio a giudizio dell’uomo sulla base di prove ritenute sufficienti per imputare Restivo dell’omicidio di Heather Barnett.
Si tratta di indiscrezioni raccolte da ambienti giornalistici d’Oltremanica, ma gli inquirenti restano rigorosamente in silenzio. Fedeli al monito lanciato dallo stesso Nisbet: «Restivo subirà un processo equo. E per questo è molto importante che nessuna informazione che possa pregiudicare il suo corso venga pubblicata in Gran Bretagna o all’estero». Non resta, dunque, che aggrapparsi a «voci», come quella secondo cui, sempre durante la perquisizione (ancora in corso), i poliziotti avrebbero trovato un paio di coltelli a lama corta, quelli, per intenderci, di cinque centimetri, sul modello del temperino che Danilo si puntava alla gola nella foto mostrata da «Chi l’ha visto?» lunedì scorso.
Un altro particolare curioso: pare che Restivo raccogliesse articoli che lo riguardavano. Ritagli di giornale sarebbero stati trovati in un catalogatore al cui interno c’erano anche servizi pubblicati in Basilicata e stampe di reportage sul web, compresi i resoconti di chat tra lo stesso Restivo, che utilizzava uno pseudonimo, e suoi interlocutori. Come dicevamo, non ci sono conferme ufficiali sul ritrovamento di questi reperti e non sappiamo se gli inquirenti li abbiano inseriti tra gli elementi ritenuti importanti ai fini dell’indagine.
Ma c’è un filo che lega questa «voce» al recente passato: il presunto ritrovamento del diario fa il paio con un’indiscrezione emersa sei anni fa, nel 2004, quando si parlò di una misteriosa scatola trovata in possesso di Restivo in cui, secondo «Chi l’ha visto?», furono trovate (manco a dirlo) ciocche di capelli. Allora gli inquirenti non riuscirono a dimostrare un legame tra quel ritrovamento e i capelli piazzati nella mano destra della povera Heather.
C’è qualche elemento nuovo nel diario che avrebbero prelevato in questi giorni? È possibile che ci possa essere un appunto, una data, un qualcosa riconducibile alla sarta inglese e, magari, a Elisa? Interrogativi senza risposta. Almeno fino a quando comincerà il processo, la cui prima udienza è fissata per il prossimo 28 maggio. L’unico fatto certo è che se davvero sono state trovate ciocche di capelli, queste verranno comparate con quelle trovate nella mano di Heather, sperando in una perfetta «sovrapposizione ». In attesa di sviluppi - e di conferme da parte degli investigatori - non resta che attendere.
Nel frattempo, l’avvocato difensore di Restivo, Tracey Watson, dopo aver espresso l’intenzione del suo cliente di non dichiararsi colpevole al processo, ha richiesto di poter accedere alla libertà vigilata su cauzione: domani la Crown Court di Winchester delibererà in materia. Se la domanda verrà rifiutata, i termini della custodia cautelare varranno fino al 19 di novembre. E potranno essere rinnovati.
La Procura di Salerno assiste all’evoluzione giudiziaria del caso Barnett e in questi giorni sarebbe entrata in possesso del Dna prelevato a Danilo dagli agenti di polizia del Dorset. Dna che servirebbe a un confronto con l’eventuale presenza di tracce di materiale biologico estraneo a Elisa sui reperti analizzati in sede di incidente probatorio. I periti, che a questo scopo hanno chiesto 60 giorni a fine aprile, non avrebbero ancora dato risposta a riguardo.
È noto invece che la perizia autoptica di Elisa, pure secretata dalla magistratura fino al prossimo 29 maggio, non ha rilevato presenze di Dna estraneo alla salma: anche perchè - come ha evidenziato l’avvocato della famiglia Claps, Giuliana Scarpetta - non è l’autopsia a svelare la presenza di tracce organiche sul cadavere di Elisa. L’esame è finalizzato esclusivamente a verificare le modalità dell’assassinio.
mASSIMO bRANCATI
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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