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| Carmine De Salvo: da Francavilla a Zanzibar, per lo sviluppo internazionale |
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21/05/2010 |
| Non ha compiuto ancora i 26 anni e già Carmine Paolo De Salvo (che tutti conoscono affettuosamente come “Dedè”) ha già alle spalle esperienze universitarie e lavorative in giro per il mondo. A 18 anni va via da Francavilla sul Sinni per frequentare l’Università. A Bologna prende la laurea specialistica nell'indirizzo economico di scienze politiche.
Intanto approfitta delle possibilità offerte dal suo ateneo e parte per il Cile alla Pontificia Universidad Catolica, due anni dopo a Parigi con una borsa Erasmus e poi al Dickinson college in Pennsylvania.
Carmine presenta una tesi sul ruolo del Fondo Monetario internazionale nella crisi Argentina del 2001 per la triennale ed un lavoro sulle relazioni sul livello di apertura economica rispetto alla crescita dei paesi del Terzo Mondo per la laurea specialistica. Per perfezionare i suoi studi sul versante economico va a Londra, presso la London School of Economics. Carmine propone un lavoro di economia politica basato sul rapporto esistente tra sistema elettorale e corruzione. Nel 2007 la sua svolta professionale: fa domanda per due volte per la fellowship, il percorso di formazione dell'Odi, l'Overseas Development Institute di Londra. La prima volta non va bene; ma Carmine ci riprova e la seconda volta supera tutte le selezioni, dal curriculum fino alla verifica effettiva della sua preparazione, ed è allora che approda a Zanzibar presso il Ministero delle Finanze dove lavora come analista nel programma di riduzione della povertà. E’ l’unico italiano. “Ce ne sono altri -dice- ma si trovano in altre parti del mondo”. Resterà lì per due anni. Carmine ha bene in mente le sue ambizioni e le sue prospettive. Vuole restare per almeno altri 5 o 6 anni nell’ambito internazionale. “Poi- ammette- sarebbe bello poter tornare in Italia, il mio Paese al quale voglio molto bene”.
"IL MIO SOGNO E' TORNARE IN ITALIA"
Contattiamo Carmine De Salvo tramite facebook; la foto che ha scelto per il suo profilo lo descrive in un unico scatto: è lui che guarda il mondo attraverso una cartina geografica.
La mattina seguente ci diamo appuntamento su Skype per una video-chiacchierata informale. Lui ha 26 anni. Lucano doc, papà sanseverinese e mamma di Francavilla (dove “Dedè” si trasferisce all’età di 3 anni). E’ affabile, disponibile e simpatico. E molto modesto. Ci interessa sapere come fosse la sua vita nella provincia potentina prima di cominciare a girare il mondo e come vede il suo futuro da adesso in poi.
Come hai vissuto a Francavilla prima di partire per l’Università?
Ho frequentato le scuole dell’obbligo a Francavilla e il liceo scientifico a Lagonegro. Ho avuto esperienze nel volontariato e ho fatto anche teatro nella compagnia “Oltre il Sipario” del mio paese. Era una cosa che mi piaceva molto. Poi a 16 anni ho cominciato a collaborare con un quotidiano locale. L’ho fatto per tre anni.
Sei giovanissimo ma alle spalle hai già una grande esperienza in giro per il mondo. Quando torni nella tua terra la guardi con occhi diversi? Quali prospettive vedi per Francavilla e per la Basilicata?
Ci sono certamente tante potenzialità. Penso che la Basilicata sia una terra ancora vergine sotto certi punti di vista. Ha molte risorse che ancora non sono state sfruttate totalmente. Inoltre ha il vantaggio di essere, almeno nel Sud Italia, una regione pressoché libera da una forte concentrazione di criminalità organizzata. Con le scelte che ho fatto io non mi sono impegnato direttamente in Basilicata, però sono molto felice quando vedo che nella regione e in particolare nell’area sud, ci sono giovani che si impegnano per ottenere il massimo dalle potenzialità esistenti.
Come è l’Africa che hai conosciuto? Rispecchia gli stereotipi di chi non la conosce?
Zanzibar non è sicuramente l’inferno, quindi non vedo una Africa che di solito immaginano le persone che non la vivono. E’ sicuramente un paese in cui il tasso di povertà è alto, ma è molto vivibile; quotidianamente faccio la stessa vita che farei in Italia dal punto di vista della sicurezza. Certo, le disavventure accadono ovunque, ma devo dire che sono accolto molto bene, la gente è molto amichevole. Il fatto di essere un occidentale che viene a lavorare qui con loro e per loro è una cosa ben vista. L’unico disagio forse è la lingua, lo swahili, che ancora non conosco molto bene. Ma sto cercando di imparare anche quella.
Ci sono altri italiani che lavorano con te?
Qui no. Ce ne sono altri che lavorano in altre parti del mondo. Per il resto, qui a Zanzibar vivono diversi italiani che lavorano soprattutto nel settore turistico.
Dal percorso finora fatto si capisce che sei, giustamente, una persona ambiziosa, nel senso positivo del termine. Quali sono le tue prospettive future?
Resterò a Zanzibar ancora per un anno e mezzo. Sto cercando di integrarmi completamente anche imparando la lingua. Nel medio periodo la mia aspirazione è quella di rimanere nell’ambito dello sviluppo internazionale almeno per qualche altro anno e mi interessa impegnare qualche altro anno della mia vita qui in Africa, anche perché occorre del tempo per integrarsi completamente e poi sono giovane, questa esperienza o la faccio adesso o non la faccio più.
Nel lungo periodo, non nascondo che a me l’idea di tornare in Italia piace molto. E’ un Paese che amo. Magari tra 5 o 6 anni, quando avrò 32 o 33 anni, magari.
Quando sarai ancora giovanissimo….
Si (risponde sorridendo) credo di avere il tempo dalla mia parte.
"DEDE', STUDIOSO E CREATIVO"
Quando in paese parli di Carmine De Salvo le numerose persone che lo conoscono, sorridendo, rispondono : “ah, Dedè!”. Lo conoscono così, parenti e amici, che lo ricordano affettuosamente e per niente meravigliati dei successi professionali del loro compaesano. “Perché Dedè è stato sempre un ragazzo con la testa sulle spalle- dice chi lo conosce bene- ma soprattutto, uno che si è sempre cimentato in interessi diversi ed è sempre riuscito a fare tutto bene”.
Più maturo di quanto richieda l’età anagrafica già da adolescente, dedito allo studio ma, allo stesso tempo, creativo, con una grandissima potenzialità da un punto di vista culturale e sociale. “Un ragazzo estroverso, educato e pieno di voglia di sperimentare cose nuove mettendo il medesimo impegno in tutto”. Dalla scuola, al volontariato, fino alla compagnia teatrale francavillese “Oltre il Sipario” di Antonio Grimaldi.
Mariapaola Vergallito
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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