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| E' stato arrestato Danilo Restivo |
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19/05/2010 |
| Danilo Restivo, l’uomo indagato in Italia per l’omicidio della studentessa potentina Elisa Claps, è stato fermato dalla polizia inglese per l’omicidio della sarta inglese Heather Burnett. La polizia inglese, su mandato della Procura di Salerno, sta eseguendo il prelievo del dna di Danilo Restivo, unico indagato dell’omicidio di Elisa Claps. In questa circostanza, secondo quanto confermato da ambienti giudiziari, Restivo sarebbe stato fermato per l’omicidio Heather Burnett. La polizia inglese ha adesso 72 ore per confermare la misura o per rilasciare l’indagato.
ORE 10:29 - L'ARRESTO ALL'ALBA
Danilo Restivo, principale sospettato nelle indagini sulla morte di Elisa Claps, è stato fermato all’alba di oggi dalla polizia di Bournemouth, nel sud dell’Inghilterra, in relazione all’omicidio di Heather Barnett. La polizia locale si è limitata a dire che un uomo di 38 anni è in stato di custodia, ma il giornale locale, il Daily Echo, conferma che si tratta di Restivo. Una dozzina di agenti sono arrivati alla casa di Restivo alle 6:30, e un’ora dopo l’uomo è stato portato via. È sospettato di omicidio, ed è attualmente interrogato alla stazione di polizia di Poole.
L’operazione è stata condotta dalla squadra investigativa della polizia del Dorset, guidata da sovrintendente Mark Cooper. La scientifica sta effettuando rilievi nell’abitazione dell’italiano. In mattinata è atteso un comunicato ufficiale della polizia. Heather Barnett, 48 anni, che abitava a pochi passi, fu uccisa il 12 novembre 2002. Le indagini – che avevano visto Restivo fermato per ben due volte – avevano ripreso vigore proprio dopo il ritrovamento del corpo di Elisa Claps.
ORE 10:31 - IL FRATELLO DELLA DONNA INGLESE UCCISA: SPERO CHE VENGA ARRESTATO
«Ho ancora speranze che l'assassino di mia sorella venga arrestato: lo spero non solo per la mia famiglia ma anche per evitare che quella mano possa colpire ancora»: così lo scorso 8 maggio, a Potenza – per rendere omaggio a Elisa Claps – Ben Barnett, fratello di Heather, rispose ai giornalisti che gli chiedevano un giudizio sul delitto della sorella, avvenuto il 12 novembre 2002.
Barnett ha incontrato a Potenza il fratello di Elisa Claps - la ragazza scomparsa il 12 settembre 1993 e i cui resti sono stati trovati il 17 marzo scorso nel sottotetto della canonica della chiesa della Santissima Trinità – Gildo. Ben Barnett ha ricordato che la vicenda di Elisa ha riportato all’attenzione dell’opinione pubblica inglese anche l’omicidio della sorella.
CASO CLAPS, LIBERA SU FERMO RESTIVO
“Il fermo di Danilo Restivo è per noi solo metà dell'opera, l'altra metà è accertare che venga inchiodato alle proprie responsabilità anche chi lo ha coperto in tutti questi anni”. Così don Marcello Cozzi, coordinataore per la Basilicata dell'associazione Libera, ha commentato la notizia del fermo di Danilo Restivo da parte della polizia inglese per l'omicidio di Heather Barnett: la sarta inglese che abitava a 200 metri dall'abitazione di Restivo, a Bournemouth, e trovata morta nel bagno di casa sua il 12 novembre del 2002. “Ora siamo in attesa di capire cosa succederà, a livello giuridico, per le indagini sulla morte di Elisa. Il fermo di Restivo – ha continuato don Cozzi – non cambia la nostra posizione sulla vicenda”. Restivo, ultima persona a vedere in vita la studentessa potentina il 12 settembre del 1993, giorno della sua scomparsa, è l'unico indagato per l'omicidio della sedicenne potentina. “Dal profilo psicologico che è emerso in questi anni – ha aggiunto don Cozzi - si evince che Restivo abbia dei chiari disturbi a livello mentale e pertanto ci auguriamo che oltre a rispondere degli omicidi che gli vengono contestati, finalmente lo si aiuti, cosa che in tutti questi anni non è stata fatta. Ed è motivo per cui anche altre persone portano sulla coscienza quegli orrendi crimini. Sentiamo di essere dinanzi ad una svolta fondamentale. Abbiamo sempre atteso e nello stesso tempo temuto il giorno in cui is sarebbe ritrovato il corpo di Elisa e arrestato Restivo. Ci auguriamo che questo non sia il prezzo necessario da pagare per acquietare tutto e nascondere definitivamente ogni cosa. Questa regione – ha concluso il cocordinatore di Libera - non si darà pace finchè non usciranno nomi e cognomi dei colletti bianchi e dei personaggi eccellenti che ha nno coperto l'assassino di Elisa”. |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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