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| Facevano l'amore accanto al corpo di Elisa |
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12/05/2010 |
| Si aspetta con ansia che dalla procura di Salerno esca la prima copia della perizia autoptica sul cadavere di Elisa Claps. In quelle 250 pagine è scritto com’è stata uccisa la studentessa potentina. E tra le pieghe dei risultati dell’indagine medico-legale c’è sicuramente la firma dell’assassino. Oggi potrebbe essere il giorno giusto. In attesa di poter consultare il dossier, non resta che aggrapparsi alle solite indiscrezioni.
Ed è proprio questo ciò che teme Gildo Claps, fratello di Elisa: «Uno stillicidio. Spero soltanto – dice – che questa ulteriore attesa sia strumentale ad altri sviluppi. Sul web sono state pubblicate indiscrezioni, che non portano da nessuna parte, sul numero delle coltellate. Speriamo di mettere dei punti fermi nei prossimi giorni, con le carte ».
E tra le indiscrezioni è spuntata anche quella legata a un possibile «inquinamento » della scena del delitto. Un’alterazione che la procura avrebbe considerato involontaria, dovuta al passaggio nei locali dov’è stato trovato il corpo, nel corso degli anni, di tanti giovani ignari della presenza del cadavere nel sottotetto. Qui, sulla parete destra, ci sarebbero scritti messaggi d’amore di adolescenti, tra cuori trafitti, date per «immortalare » il fidanzamento, nomi. Sono tracce inequivocabili della frequentazione di ragazzi in quel sottotetto che, secondo alcune ipotesi, sarebbe stato trasformato in una sorta di alcova. Un posto, insomma, dove incontrarsi, baciarsi, scambiarsi effusioni lontano da occhi indiscreti.
Ad avvalorare questa tesi - come i nostri lettori ricorderanno - anche la presenza nel sottotetto, tra i reperti raccolti, di un materasso lercio. Ma davvero c’era un viavai di giovani in quelle stanze degli orrori? Il presidente del centro culturale Newman di Potenza, Rocco Galasso, la cui sede è da sempre ospitata nei locali della canonica, tende a smontare lo scenario: «Certo, non posso sapere tutti gli spostamenti in questi anni, ma mi sembra strano che si indichi il sottotetto come un luogo di incontri. Da quando è stato scoperto il corpo della povera Elisa - dice Galasso - ci siamo confrontati con tutti i soci e i ragazzi dell’epoca e non ho avuto conferme di una frequenza del sottotetto. Qualche passaggio ci sarà pure stato, ma solo per curiosità. L'unica cosa che poteva creare un certo interesse era una statua che si trovava nell'unico punto del sottotetto dove c'era una benché minima fonte di luce. Il resto è al buio. Ecco perché mi sembra inverosimile che qualcuno potesse scrivere messaggi sulla parete». Insomma, quel sottotetto, secondo Galasso, non era certo un posto invitante per giovani in cerca di intimità.
«Premesso che non ci sarebbe nulla di male se lì ci fossero stati scambi di baci e tenerezze - conclude Galasso - ma comunque ricordo che all’epoca avevamo un po’ tutti paura di entrare lì dentro. Temevamo per la possibile presenza di pipistrelli».
Massimo Brancati
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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