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| Senise: la discarica di rifiuti speciali? "Ancora un'ipotesi" |
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11/05/2010 |
| Una discarica di rifiuti speciali non pericolosi nel territorio di Senise. Un’ipotesi, più che un progetto. Perché il territorio del Senisese è stato individuato nell’ambito del Piano Provinciale dei Rifiuti, che risale a qualche anno fa, come luogo nel quale poter collocare una delle 3 discariche previste in tutta la regione.
L’amministrazione comunale di Senise nel 2008 pubblica così un’informativa per avere il quadro delle società eventualmente interessate alla realizzazione della discarica. A rispondere sono in 9; viene indetta una commissione composta, tra gli altri, dall’Ingegnere Masi dell’Università di Basilicata, e delle 9 ditte ne vengono selezionate 2. “Un passaggio del tutto informativo- spiega il sindaco di Senise Giuseppe Castronuovo- che ad oggi non pone la firma su nessun progetto. L’individuazione della zona adatta per la discarica è inserita nel piano. Questa amministrazione ha soltanto voluto capire quale potesse essere la prospettiva rispetto alle ditte interessate. Lo abbiamo fatto con un avviso pubblico, ma che non determina niente di ufficiale”. Nei giorni scorsi, dopo aver preso atto in sede di giunta comunale della sottoscrizione del verbale (che di fatto concludeva l’iter dell’avviso pubblico, con l’individuazione di una società al primo posto in graduatoria), sono stati chiamati tutti i consiglieri “e- spiega il sindaco- è stato deciso di approfondire ulteriormente la questione, anche con incontri tematici con cittadini, associazioni ambientaliste, privati e così via”. Secondo il progetto la discarica potrebbe essere realizzata in località “Palombara”, nei pressi di quella già dimessa, al Comune spetterebbe il 5% del fatturato prodotto, il servizio di pulitura dell’abitato gratuito e la realizzazione di una piattaforma per il trattamento dei rifiuti per una ventina di unità lavorative. “Ma attualmente non c’è ancora nulla di definitivo e di reale” specifica il sindaco. Intanto i consiglieri comunali di minoranza Latronico e Capalbo, con una lettera aperta, prendono le distanze dal progetto. “La discarica- scrivono-ha della dimensioni di 300.000 MC, ma per smaltire cosa? E soprattutto, da dove? A noi viene il dubbio che forse potrebbe servire per lo smaltimento dei fanghi derivati dai pozzi petroliferi e da impianti di depurazione, altamente nocivi se non trattati come prevede la norma”.
“Continueremo con la decisione di convocare tavoli di concertazione- conclude il sindaco- come del resto avevamo deciso di fare anche con i consiglieri che hanno firmato la lettera aperta”.
Mariapaola Vergallito
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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