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| Spunta monsignore lucano nell'inchiesta sul G8 in Sardegna |
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8/05/2010 |
| Ancora una volta torna d’attualità nelle cronache giudiziarie monsignor Franco Camaldo, originario di Lagonegro, per 15 anni segretario particolare del vicario di Roma, cardinal Ugo Poletti, e poi cerimoniere del Papa.
Il suo nome è stato fatto dall’autista di Angelo Balducci, il tunisino Laid Ben Hidri Fathi, supertestimone nell’inchiesta sul G8 che ha portato alle dimissioni del ministro Claudio Scajola. Hidri Fathi, ha, tra l’altro, riferito che l’imprenditore Diego Anemone era in rapporti frequenti con monsignor Camaldo. Lui stesso avrebbe più volte accompagnato il costruttore dal cerimoniere del Papa. Quali erano i motivi di questi frequenti incontri tra Anemone e monsignor Camaldo?
E soprattutto, è stato mons. Camaldo ad aver introdotto sia Balducci (arrestato a febbraio) sia Anemone così dentro il Vaticano da consentire loro di gestire i presunti «affari» attraverso Propaganda Fide e la Congregazione del preziosissimo Sangue? Sono due aspetti su cui il fronte investigativo impegnato ad approfondire i rapporti che l’imprenditore Diego Anemone aveva stretto in Vaticano starebbe concentrando il proprio interesse.
Per questa ragione non è da escludere che mons. Camaldo possa anche essere ascoltato dai magistrati di Perugia quando saranno terminati gli accertamenti sulle 15 operazioni sospette emerse nel corso dell’indagine. Proprio i legami con il Vaticano sono uno dei filoni principali dell’inchiesta sugli appalti dei Grandi Eventi, soprattutto dopo la scoperta che don Evaldo Biasimi, economo della Congregazione del preziosissimo Sangue, noto come don Bancomat, avrebbe «custodito» gelosamente i soldi derivanti dai pagamenti in nero di Anemone. Ma anche perché alcune compravendite di case passavano proprio da enti religiosi come «Propaganda Fide».
Appartamenti che sarebbero state acquistati seguendo la procedura già scoperta per il ministro Scajola. Hadri Fathi non fornisce dettagli sui contenuti dei colloqui tra mons. Camaldo e Anemone. Ma è stato preciso nel riferire in quali occasioni portò il costruttore dall’alto prelato. Mons. Camaldo un paio di anni fa finì in un’altra inchiesta avviata dal pm di Potenza, Henry John Woodcock era emerso che l’alto prelato aveva chiesto ed ottenuto da Balducci 280 mila euro per estinguere un debito. Il decano dei cerimonieri pontifici era sospettato di complicità con alcuni faccendieri inseriti in una presunta loggia massonica. La sua posizione è stata poi archiviata.
Ora il suo nome compare di nuovo nelle cronache giudiziarie, mentre a Lagonegro da ieri non si parla d’altro. Monsignor Francesco Camaldo è nato a Lagonegro il 24 ottobre del 1952. Dopo la licenza liceale entrò come alunno interno nel Pontificio Seminario Romano Maggiore. Fu ordinato sacerdote a Roma, all’età di 24 anni, il 26 giugno del 1976 da cardinale vicario Ugo Poletti. E’ stato segretario particolare dello stesso cardinale Poletti dal 1984 al 1997. Prelato d’onore di Sua Santità e cerimoniere pontificio, è lui che si prende cura del Papa. Non resta che attendere per capire quali saranno gli ulteriori sviluppi del caso.
di Pino Perciante
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
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Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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