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| San Chirico Raparo: un paese "in cantiere" |
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7/05/2010 |
| Nemmeno un anno fa il comune di San Chirico Raparo compariva tra quelli “meno virtuosi” in materia di spesa dei fondi del Piano Operativo della Val d’Agri, le cosiddette royalty del petrolio. Questo perché contava appena l’8,1 per cento dei fondi spesi contro comuni che raggiungevano e superavano anche il 70 per cento. Sono passati diversi mesi da allora. Attualmente, invece, sono aperti diversi cantieri per la realizzazione o il completamento di opere pubbliche e non solo. “Una programmazione- spiega il sindaco Claudio Borneo- che abbiamo fatto utilizzando le royalty, ma anche i fondi di coesione, per quello che possiamo definire -il modello sanchirichese-, visto che ad oggi possiamo dire che tutte le opere pubbliche previste sono in atto.”. Ricordiamo che i rallentamenti che avevano fatto scivolare San Chirico all’ultimo posto tra i comuni virtuosi, erano stati causati, tra l’altro, dalla decisione da parte dell’attuale amministrazione, di rivedere alcuni progetti precedentemente posti a finanziamento. Tra questi i circa 200mila euro previsti per la realizzazione ex novo di una cita muraria. Questi fondi sono stati dirottati per il completamento della casa di riposo, con circa 150mila euro per il primo lotto, 435mila per il secondo, per realizzare l’area dedicata alla fisioterapia, l’area medica e la camera mortuaria.
Ancora: per la riqualificazione di Palazzo Barletta, per un importo di circa 270mila euro, si è attualmente in fase di gara per l’appalto.
E’ stata completata la strada di collegamento tra la zona dell’antico centro abitato e l’area di nuova espansione (circa 70mila euro); sono in fase di affidamento gli interventi dedicati all’impiantistica sportiva (per un importo di circa 375mila euro). E’ stata completata la riqualificazione della Villa Comunale, il centro di avviamento al lavoro, la palestra e la piscina comunali (rispettivamente 170mila e 100mila euro). E’ stato inoltre aperto il cantiere per gli interventi in piazza Roma (280mila euro).
Mariapaola Vergallito |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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