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| Ottavia scomparsa Testimone interrogato dopo 35 anni |
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6/05/2010 |
| Interrogato dopo 35 anni. Andrea Rotundo oggi ha 80 anni. Nessuno lo aveva mai ascoltato in tutto questo tempo, nonostante l'ultima persona a parlare con Ottavia De Luise, la ragazzina di 12 anni scomparsa nel nulla a Montemurro nel 1975, avesse dichiarato all'investigatore dell'epoca che Ottavia voleva raggiungere la masseria dei Rotundo.
Il motivo? La ragazzina voleva avvisare il proprietario perché i rubinetti della casa in paese di Andrea perdevano acqua e stavano allagando le stanze. Ma Ottavia nella masseria sulla strada vecchia per Armento non arrivò mai. A riferirlo, nel verbale, la mamma di Andrea. La donna confermò di aver accudito gli animali per tutto il pomeriggio e di non aver trovato tracce di acqua nell'abitazione del figlio. Ieri pomeriggio, in una stanza del Municipio, alla presenza del sostituto procuratore Sergio Marotta e del dirigente della squadra mobile di Potenza, Barbara Strappato,, Andrea è stato ascoltato. Per la prima volta. Ad accompagnarlo, da un ingresso secondario, la moglie e un genero. Con lui, l'avvocato Nicola Sacco.
Insomma, si cerca il filo rosso. Quello che può diventare la pista a cui stare dietro. Da non abbandonare per risolvere il caso. Che non siano le ossa di galline, scambiate per resti umani e recuperate l'altro giorno nel pozzo. In 35 anni la tecnologia ha fatto passi da gigante.
E ieri gli specialisti dell'Ert della polizia scientifica hanno iniziato i sondaggi del terreno antistante la masseria nei pressi della quale Ottavia fu vista l'ultima volta. Un geo-radar, apparecchiatura in grado di «guardare» sotto la superficie, ha segnalato una serie di anomalie. Segnali da approfondire. Così, con una piccola pala meccanica, sono state aperte due buche. La zona sotto osservazione è quella nei dintorni del fienile. Una struttura segnata dagli anni, col fondo coperto da una gettata di cemento, pali di legno per una improvvisata tettoia e mattoni forati un po' dovunque. Il fienile, in tutto questo tempo, non ha subito cambiamenti significativi. A differenza della vecchia stalla, inglobata nel nuovo fabbricato, costruito dopo il 1980 e quindi secondo le leggi antisismiche. Un particolare di non di poco conto. Perché la legge prevede scavi profondi anche dieci metri per rinforzare pilastri e fondamenta. Quindi, se ci fosse stato qualcosa di strano, sarebbe stato trovato.
Il fienile, invece, è sempre rimasto lì. Non a caso, nella famosa lettera anonima che ha contribuito a dare ulteriori elementi per riaprire la vicenda, si faceva riferimento a questa struttura grezza. In pratica qualcuno avrebbe visto il presunto assassino violentare, uccidere e seppellire Ottavia. Ma la lettera racchiude un altro piccolo mistero. Sarebbe arrivata due anni emezzo fa. Il condizionale è d'obbligo perché a vederla sono stati in pochi. Sicuramente l'ha letta Settimio, il fratello della ragazzina. Che – secondo alcuni – in un impeto d'ira, l'avrebbe fatta a pezzi. Sicuramente non l'ha vista l'avvocato di Settimio, Gelsomina Sassano.
Le ricerche, però, proseguono. Andrea Rotundo, il padrone del fondo in cui lavorano gli esperti della polizia, è indagato. «Un atto dovuto – spiega il suo legale, Nicola Sacco –. Altrimenti nessuno avrebbe potuto effettuare le ricerche. Ed è giusto ricordare come la famiglia Rotundo stia collaborando in tutti i modi con gli investigatori».
Oggi, quindi, toccherà al fienile essere passato ai raggi x. Potrebbe essere demolito. Il provvedimento è stato notificato ai proprietari. L'attenzione è sempre concentrata sotto terra. Lì dove potrebbe essere il corpo della ragazzina. «Un corpo parla anche dopo la morte – spiegano gli esperti. - Soprattutto le ossa raccontano una storia. Anche la posizione in cui vengono recuperate può raccontare tante cose».
Dunque, si aspetta. Settimio non si sposta di un metro. Osserva tutto dietro gli occhiali da sole. È in contatto con i parenti trasferitisi a Milano e a Torino. Mamma Luisa voleva arrivare a Montemurro dal Piemonte, nonostante gli 85 anni. Lui l'ha sconsigliata. Per adesso. Aspetta che venga trovato il filo rosso. L'unico in grado di dare certezze e di diradare dopo 35 anni le nebbie del mistero, di allontanare i pettegolezzi, le cattiverie. Un fratello di Settimio arriverà nelle prossime ore.
Intanto in paese la gente chiacchiera. Ci sono 1.300 montemurresi solo in Australia. All'epoca della scomparsa di Ottavia gli abitanti erano più di 3mila. Oggi si sono ridotti a meno della metà. Terra di emigrazione, questa. Di cacciatori di sogni costretti ad inseguire la fortuna (il lavoro) altrove. I telefoni squillano. I montemurresi vogliono sapere, chiedono notizie. Molti, soprattutto i più giovani, non conoscevano la storia di Ottavia. Altri ricordano le chiacchiere di 35 anni fa. Si parlò di una congregazione religiosa che fece tappa da queste parti, a caccia di nuove vocazioni. Sparirono all'improvviso così come erano arrivati. Non potevano mancare gli zingari e il circo. Ipotesi, supposizioni, chiacchiere. Che, evidentemente, il brigadiere dell'epoca non ritenne di dover approfondire. Ora il carabiniere ha superato la soglia dei 70 anni, è in pensione a Buccino, un paese della Campania. È stato querelato da Settimio per favoreggiamento. Lui, il brigadiere, non intende rispondere a nessuno. La porta di colore verde della sua abitazione rimane chiusa. La ricerca del filo rosso, continua. Liberarsi dei fantasmi del passato non è facile.
GAETANO CAMPIONE
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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