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| La lontra è tornata nei torrenti lucani |
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5/05/2010 |
| La lontra abita ancora in Basilicata. È una delle buone notizie che arrivano dal censimento di un tratto del fiume Agri effettuato ddal Wwf nell’ambito della campagna «Liberafiumi 2010, per rilevare lo stato delle fasce fluviali e ripariali e delle zone di esondazione sui principali fiumi italiani. In Basilicata la scelta è caduta sul fiume Agri e precisamente sui 30 chilometri che vanno dalla diga di Marsico al bivio di Armento. Una zona che è in parte ricompresa all’interno del perimetro del parco della Val d’Agri-Lagonegrese.
«Lo stato del fiume Agri nel tratto da noi censito - commenta Luigi Agresti del Wwf - è per fortuna abbastanza buona, con una buona presenza di vegetazione e di fauna selvatica, anche se non mancano qualche tratto cementificato e alcune aree invase da rifiuti, anche speciali, come cucine, frigoriferi e copertoni di automobile. Del resto è ormai risaputo che i due grandi problemi dei fiumi della Basilicata sono proprio la cementificazione e, soprattutto per quanto riguarda il Basento, l’inquinamento. Una piaga che affligge il tratto urbano del fiume e la zona industriale della val Basento. Per quanto riguarda il fiume Agri sollecitiamo fortemente l’attuazione di un serio monitoraggio delle acque superificiali e di falda, che peraltro è stato giàè appaltato, per quanto riguarda i possibili effetti delle estrazioni petrolifere, perché a tutt’oggi dati certi non ce ne sono». La presenza accertata della lontra, counque, dovrebbe rassicurare sulla qualità attuale delle acque lucane, visto che, spiega Agresti «la popolazione di lontra in Basilicata è probabilmente la maggiore popolazione italiana, con una buona diffusione su numerosi fiumi».
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di GIOVANNA LAGUARDIA
Gazzetta del Mezzogiorno
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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