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Don Marcello Cozzi siamo indignati per atti vandalici davanti Chiesa Trinità

29/04/2010



“Da parte loro nessuna morale e nessun rispetto, da parte nostra nessuna giustificazione”. Così don Marcello Cozzi, referente regionale dell’associazione Libera in prima linea nella richiesta di “Verità e giustizia” in merito all’omicidio di Elisa Claps, ha commentato i recenti atti vandalici a danno di quello che idealmente è considerato il sepolcro della ragazza. “Il giardino di Elisa”, così è definito lo spazio antistante la chiesa della Trinità sui cui gradini, dal 17 marzo e senza interruzione, sono stati deposti centinaia di mazzi di fiori, pensieri e messaggi per la ragazza, la sua famiglia e l’intera città, è stato vigliaccamente deturpato. Nella notte tra il 27 e il 28 aprile, ignoti hanno rubato tutti gli striscioni che nel tempo si erano accumulati, hanno staccato le foto che ritraevano Elisa e le altre vittime innocenti della nostra regione dai pannelli su cui erano state applicate, hanno rovesciato i fiori a terra e sembra che su questi qualcuno abbia anche urinato. “Chiunque l’ha fatto e per qualunque motivo – continua don Cozzi – senz’altro non ha il consenso della città. Sputare addosso a quello che è diventato un simbolo, è una vergogna per quello che il simbolo rappresenta, ovvero richiesta di giustizia e ferma condanna non solo per chi ha strappato la vita a Elisa ma anche per chi ha permesso che la verità non venisse fuori. Lo schiaffo di questo oltraggio, che non è una semplice ragazzata – conclude don Cozzi - non è stato dato solo ad Elisa ma alla nostra intera comunità”. Indignati.

Oggi vogliamo ricordare anche un triste anniversario: il 29 aprile del 1997 venivano ammazzati a colpi di arma da fuoco i coniugi Patrizia Santarsiero e Giuseppe Gianfredi. La mano omicida è anora impunita ma noi continuiamo a credere che anche per la coppia arriverà il momento della verità. Al di là delle posizioni e delle polemiche, ci sono tre figli che da 23 anni piangono i loro genitori. Il nostro pensiero va a loro.



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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldi
di don Marcello Cozzi

Parlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua



 



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