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| Oltre Elisa Claps Il mistero di Ottavia abusata dai vecchi |
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27/04/2010 |
| Il caso Claps ha riacceso i riflettori su una vicenda dimenticata che la Gazzetta ha «rispolverato» lo scorso 7 aprile. È la storia della scomparsa di Ottavia De Luise di Montemurro: era il 12 maggio del 1975 (aveva 12 anni) quando venne inghiottita dal nulla mentre si trovava nella piazza del paese. Ottava e ultima figlia di mamma Luisa, oggi 87enne, di Ottavia non si è saputo mai più nulla.
Sulla scia della storia raccontata dalla Gazzetta, la trasmissione di Raitre «Chi l’ha visto?» ha voluto focalizzare l’attenzione su una vicenda con molti lati oscuri, tanti interrogativi e nessuna certezza. Ricostruire ciò che è accaduto quel giorno è un’impresa proibitiva, ma dagli interrogatori dell’epoca emerge un particolare agghiacciante: la condotta morale della ragazzina era considerata negativa. Ottavia, secondo le testimonianze dell’epoca, si «intratteneva» con gli anziani del paese - tra i quali un uomo soprannominato «viggianese» - in cambio di soldi. Proprio il «viggianese » avrebbe più volte ospitato nella sua casa la bambina facendola denudare e accarezzandola nelle parti intime.
Sono particolari che alimentano il sospetto della pedofilia sulla scomparsa di Ottavia. Qualcuno, quel 12 maggio di 35 anni fa, disse di averla vista dirigersi verso la campagna o verso la casa di una persona nei cui riguardi si concentrarono i sospetti della famiglia. Ma l’interessato disse di non averla mai vista. Furono sentite decine di persone, ma invano, e anche le indagini, le ricerche coi cani poliziotto giunti in paese, non diedero alcun esito. «Dopo tre o quattro mesi - ricordano oggi i familiari - il caso si chiuse anche se di Ottavia non si era saputo nulla. Da quel momento non abbiamo avuto più notizie di indagini e ricerche. È stata dimenticata».
Dimenticata ma non da tutti. Non certo dalla madre Luisa «ancora oggi - spiegano in famiglia - non ne parliamo, ma lei non si è certo rassegnata» ma c’è anche qualche altro che sa che quel caso non è chiuso. Negli anni sono arrivate alla famiglia due lettere anonime. La prima poco dopo la scomparsa della ragazza che fece nome e cognome del presunto assassino. La lettera fu consegnata ai carabinieri, ma evidentemente, non portò a nulla. La seconda lettera, invece, è arrivata qualche anno fa. Chi la scrisse disse di aver ricevuto una confidenza del padre morente dell’assassino. Gli avrebbe rivelato di aver scoperto che Ottavia era stata violentata e uccisa dal figlio e poi sotterrata. Ma questa lettera non è stata mai consegnata agli inquirenti. La rassegnazione ha avuto il sopravvento. Ieri sera «Chi l’ha visto?» è tornata ad occuparsi della vicenda denunciando omertà e contraddizioni. E chiedendo ancora una volta la riapertura delle indagini, forse condotte con troppa superficialità nei giorni immediatamente a ridosso della scomparsa. Ottavia è morta? È stata «venduta»? È ancora viva? È stata violentata? Interrogativi che Montemurro sembra aver «seppellito» sotto un cumulo di indifferenza e imbarazzo. Nessuno ne parlava più. [ma.bra.]
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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