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Delitto Claps Interrogato un terzo prete

21/04/2010



Un altro sacerdote interrogato. Questa volta, però, con il ritrovamento non c’entra nulla. O meglio, c’entrerebbe solo perchè è stato tra i primi a raccogliere le confidenze di don Wagno Da Silva E Oliveira dopo la scoperta «ufficiale» del 17 marzo scorso, quando si sarebbe lasciato sfuggire che lui quel cranio (avrebbe sempre e solo sostenuto di aver visto un cranio) lo aveva già visto.
Così negli uffici della Questura è comparso don Cesare Covino, il giovane parroco della chiesa di San Rocco, il catechista di Elisa ai tempi dell’Azione cattolica, l’amico di Gildo, il promotore, insieme a tanti altri ragazzi, delle tante iniziative «per non dimenticare Elisa Claps». Una persona, insomma, senza far torno a nessuno, al di sopra di ogni sospetto per attaccamento alla verità e volontà di chiarire, una volta e per tutte, ogni circostanza, ogni dettaglio, dal 12 settembre 1993 al 17 marzo 2010 e anche oltre.

Massimo, ovviamente, il riserbo sui contenuti dell’interrogatorio. Ma è immaginabile che le domande abbiano riguardato proprio la circostanza della «rivelazione» fatta da don Wagno, per cercare di capire se effettivamente il sacerdote brasiliano sia «caduto dalle nuvole» quando si è parlato di quel corpo nel sottotetto in relazione ad un delitto (ha detto di non aver mai saputo i dettagli del caso Claps, di non aver collegato le due cose) o se abbia rivelato altro.

In questo senso, l’interrogatorio di don Cesare rappresenta un po' la «chiusura» di un cerchio immaginario che gli inquirenti dovranno valutare per verificare se esiste o meno coerenza tra i vari racconti e, in caso contrario, dove le «incoerenze» nascondano bugie. Che almeno nella prima «tornata» di interrogatori ci siano state versioni discordanti su tempi e modi del ritrovamento è un dato assodato, fotografato da un’informativa della Squadra Mobile di Potenza inviata alla Procura di Salerno, che pure aveva partecipato ai lunghi interrogatori del 20 marzo scorso. In particolare la «contrapposizione inconciliabile» riguardava la posizione di Annalisa Lo Vito, una delle due donne delle pulizie (con la mamma Margherita Santarsiero) della chiesa e don Wagno.

Il sacerdote, a polizia e magistrati, aveva detto che il ritrovamento era stato fatto proprio dalle due donne delle pulizie mentre erano al lavoro nel sottotetto, che erano scese, gli avevano comunicato la notizia e poi, tutti e tre, erano risaliti sopra a vedere il cadavere. Circostanza negata decisamente (in pubblico come in privato) dalla Lo Vito (a differenza della madre che in Questura avrebbe avuto una linea più «possibilista»). E per fare chiarezza sono stati sentiti tutti i protagonisti della vicenda, incluso il vescovo Agostino Superbo che, proprio la mattina del 20 marzo, disse agli investigatori di sentire don Wagno.



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