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| Oggi i funerali di Mario Farisano |
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18/04/2010 |
| In paese lo conoscevano tutti. Mario Farisano, classe 1966, era partito da Episcopia una decina di anni fa, dopo la morte del padre. Due fratelli (uno in Emilia Romagna con lui e l’altro in Puglia) andati via tutti per lavoro. La madre era rimasta in paese. Mario tornava tutte le estati. Per lei e per la sua terra. “L’ultima volta ci eravamo lasciati con un appuntamento- spiega il sindaco Biagio Costanzo, suo amico e quasi coetaneo- l’estate successiva avremmo organizzato una festa musicale, come piaceva fare a lui. Era un grande appassionato di musica e di karaoke”. Quella promessa non potrà essere mantenuta. Ed in paese nessuno riesce a spiegarsi come sia possibile che proprio lui abbia commesso un gesto così estremo. Molti sono partiti per partecipare ai funerali. Sperano che la salma venga tumulata nel cimitero di Episcopia. “Qualora dovesse essere così- spiega il sindaco- lo accoglieremo con i dovuti riguardi anche istituzionali. Perché Mario è vittima del lavoro che non c’è. Era andato al nord per fuggire dalla crisi del sud ma forse quello che mancava era un po’ più di solidarietà e le aspettative erano diverse, forse più grandi ”. “Era una persona solare- dicono in paese- non ha mai lasciato trasparire nulla in grado di far intendere la volontà di compiere un gesto simile”.
“Certo- dice un amico- la crisi del mondo del lavoro era nei discorsi, ma Mario affrontava sempre tutto con serenità”. “Amava molto la sua terra, tornava quando poteva”.
Sul suo profilo di Facebook, ancora attivo, tra le passioni condivise e le fotografie delle serate musicali e dei “capodanni indimenticabili” che organizzava con parenti e amici, compare anche il nome di uno di quei gruppi ai quali ci si iscrive per aderire ad opinioni o modi di pensare. “Ogni giorno che viviamo è un’occasione speciale”, si chiama.
Mariapaola Vergallito
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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