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Potenza vorrebbe rinunciare alla sfilata dei Turchi per Elisa

16/04/2010



Senza soldi non si cantano messe. E non si fanno processioni. Anche se si tratta di eventi storici, che appartengono alla tradizione di una comunità. Il rischio che la sfilata dei turchi possa saltare per questioni economiche e organizzative è stato già evidenziato nei giorni scorsi (si veda la Gazzetta del 9 aprile), ma nel solco dei ritardi e delle difficoltà s’inserisce oggi un altro fattore più «invasivo» che scuote le coscienze di un’intera comunità: il dramma di Elisa Claps. Tra perizia secretata, indagini e valutazioni dei periti di parte, i resti della povera ragazza potrebbero essere consegnati alla famiglia tra circa un mese. O, addirittura, due. Solo allora sarà possibile svolgere i funerali che rischiano di coincidere proprio con i giorni di festa dedicati al patrono della città.

Eventualità che il sindaco Vito Santarsieroporrà all’attenzione delle associazioni culturali del capoluogo nell’incontro in programma oggi sugli aspetti organizzativi della processione e del corteo dedicati a San Gerardo. Inevitabile porsi un interrogativo: ha senso festeggiare di fronte a un mistero che ha graffiato l’anima di tutto il capoluogo? Se la macchina organizzativa dell’evento non è ancora partita - anche perché non si sa da dove attingere i necessari fondi - fare dietrofront non sarà difficile. Rinunciare ai turchi in memoria di Elisa: ecco l’ipotesi che comincia a circolare con sempre maggiore insistenza tra i potentini, affiancando un’altra proposta - meno radicale - che è quella di cambiare il percorso della sfilata per evitare che il corteo passi davanti alla chiesa della Trinità.

Posizione «fondamentalista », quella di Lucia Rotunno: «Secondo me - dice - la sfilata non si deve fare, a prescindere dall’eventuale concomitanza con i funerali. La città è segnata da un fatto di cronaca senza precedenti». Considerazione che trova d’accordo Enrico Mistrulli: «Potenza si deve stringere attorno alla famiglia Claps anche e soprattutto nei giorni della festa. I turchi vanno fermati, non c’è dubbio». Non c’è una convergenza di opinioni sul tema, anche se prevale, dal nostro mini-sondaggio, il fronte del no alla sfilata.

Silvio Ascoli, invece, è dell’avviso che la tradizione vada rispettata: «Per rispetto di Elisa - dice - sarebbe il caso di cambiare l’itinerario, ma ritengo che il corteo storico non debba essere fermato». Sulla stessa lunghezza d’onda Felice Chior azz o che pensa ad una sfilata in tono minore, senza troppi fronzoli: «È un momento importante per la città che, nonostante tutto, deve guardare avanti». Donato Filippi, invece, crede che la cancellazione del corteo sia da prendere in considerazione solo se si sovrapporrà esattamente alla data dei funerali di Elisa, mentre Vincenzo Fuccella propone una soluzione che contempla l’esigenza di salvare la tradizione e la volontà di stringersi attorno alla famiglia Claps: «Il corteo - dice - dovrà fermarsi proprio davanti alla chiesa della Trinità. Figuranti e pubblico potrebbero raccogliersi in un minuto di silenzio per riflettere sull’accaduto e pregare».

di MASSIMO BRANCATI
la gazzetta del mezzogiorno



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