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Sospeso il punto nascite a Chiaromonte

15/04/2010



CHIAROMONTE- Non ci sono i numeri e, soprattutto, non ci sono i necessari parametri per garantire la totale tranquillità alle partorienti: è sospeso, così, il punto nascite presso l’ospedale di Chiaromonte. Con una media di circa 90 nascituri negli ultimi anni, il 2009 aveva fatto contare appena 25 parti. La Direzione Sanitaria tranquillizza, ma, come sempre, c’è chi guarda positivamente alle prospettive future e c’è chi vuole maggiori garanzie.
“L’ospedale di Chiaromonte non è considerato un presidio per acuti- spiega il Direttore Sanitario dell’Asp, Giuseppe Cugno- ma ha una identità che possiamo considerare di eccellenza rispetto ad alcune funzioni, connesse con tutto ciò che graviterà intorno alla Stella Maris, dallo studio sull’autismo, alla residenza Sanitaria Attiva, al centro per i disturbi alimentari o alcologici e così via. In particolare, per il reparto di ostetricia non abbiamo un numero sufficiente di medici, tanto che abbiamo cercato di ovviare al problema mandando a turno medici da Lagonegro”. Queste le condizioni attuali. C’è, però, chi dice che tali condizioni siano “interpretative”, perché i dati del 2009 sono stati condizionati da seri problemi di organizzazione che per più di un anno hanno interessato il reparto. “L’accoppiamento della reperibilità tra chirurghi e medici ostetrici per esempio- spiega il vicesindaco Prospero Cafaro- Inoltre Chiaromonte è dotato di un centro mobile di rianimazione in grado di trasferire il paziente a Lagonegro, perché qui gli anestesisti sono presenti 24 ore al giorno”.
Il futuro è il potenziamento della chirurgia ginecologica, il mantenimento del controllo costante delle gravidanze fino al momento del parto (consentendo alle ostetriche di seguire le proprie pazienti anche durante i parti); la riabilitazione del pavimento pelvico della donna, l’utilizzo della laser terapia per il tumore all’utero e un centro per la senologia. “Nessuno è contrario alle innovazioni e ai punti di eccellenza- dice il sindaco Antonio Vozzi- a patto, però, che vengano mantenute le condizioni per dare garanzie a tutto il territorio, perchè il territorio lo vuole. Chiaromonte deve mantenere un Pronto Soccorso attivo; secondo noi il punto nascite deve essere mantenuto. Se parliamo di numeri non mi spiego allora perché vengano mantenuti punti come Villa d’Agri o Lauria e Chiaromonte no”.
“Cambia poco o niente partorire a venti o a sessanta chilometri di distanza- dice il consigliere provinciale Luigi Viola- cambia tanto, invece, fare ad esempio attività preventiva legata alla ginecologia laparoscopica o alla creazione di un Centro per la cura della depressione post- partum..Esigenze queste territoriali ma soprattutto Nazionali se si pensa che l'unico centro del genere in Italia è presso l'Ospedale Fate bene fratelli a Milano. Un solo centro nonostante la letteratura scientifica ci dice che, nel nostro paese, circa il 10% delle partorienti vengono colpite da questo disturbo, che, se non seguito e curato a volte degenera in vere e proprie tragedie”.

Mariapaola Vergallito



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