HOMEContattiDirettoreWebTvNewsNews SportCultura ed Eventi

 

 

Potenza, due spie trovate in Procura

10/04/2010



«Talpe» a Palazzo di Giustizia, sospesi due dipendenti della Procura. L’operazione di controllo voluta dal Procuratore Capo Giovanni Colangelo dopo che l’imprenditore di Policoro Francesco Ferrara, all’atto dell’arresto nell’inchiesta Totalgate venne trovato già in possesso di intercettazioni effettuate a suo carico che dovevano essere «segretissime», inizia a produrre risultati, anche se, va precisato, i risultati attuali non fanno riferimento alla vicenda Ferrara.

Il Gip di Potenza ha deciso la sospensione cautelare dal servizio di due impiegate della procura, Maria Ianniello e Liliana Pasca, per aver illecitamente attinto e divulgato notizie che dovevano restare segrete. La misura cautelare è stata richiesta dal Pm Francesco Basentini che sta seguendo l’inchiesta, ed è stata adottata, come previsto in questi casi dal codice, dopo che le due dipendenti erano state sentite dal giudice, con l’assistenza del loro legale, l’avvocato Valeria D’Addezio.

L’accusa fa riferimento a notizie attinte su un procedimento che riguardava stupefacenti. Un parente di Ianniello sarebbe finito sotto inchiesta dalla Procura di Potenza e la donna si sarebbe data da fare per avere notizie sulla sua posizione. Ma non avendo accesso diretto al «ReGe», il Registro generale, in cui vengono iscritti le notizie di reato e i nomi delle persone indagate, si è rivolta alla collega ch era addetta proprio a quell’ufficio.

Ma il ReGe, negli ultimi anni, è stato informatizzato. Non solo, quindi, per accedere bisogna avere i necessari «privilegi» nella password, ossia bisogna essere abilitati, ma ogni volta che uno effettua un accesso lascia una traccia. Traccia che è emersa nel corso delle indagini, ma non sarebbe comunque, solo questa la motivazione che ha portato alla richiesta e alla emissione della misura cautelare.

Ci sarebbero anche alcune intercettazioni in cui la Ianniello parla dell’operazione fatta, soffermandosi sull’amicizia e la «benevolenza» della collega che l’aveva resa possibile, non avendo lei i «privilegi» necessari ad accedere al ReGe.

Amicizia e benevolenza che possono ora costare care. La sospensione per due mesi (in verità adottata già da un paio di settimane ma accompagnata, come logico che sia dato l’ambiente, dalla massima discrezione) rappresenta solo una misura cautelare mentre il procedimento, ancora in fase istruttoria, deve ancora fare il suo corso. Il fascicolo ipotizza, a vario titolo per le due indagate) i reati di rivelazione di segreto e favoreggiamento. Se quelle che al momento sono ancora solo ipotesi accusatorie dovessero risultare fondate si rischierebbero condanne fino a sette anni e, ironia della sorte, a rischiare di più potrebbe essere proprio la collega che ha fatto il «favore» all’amica interessata alla notizia. A questa, infatti, per legge non sarebbe possibile contestare il favoreggiamento nei confronti del familiare coinvolto nell’inchiesta su cui sarebbe stata effettuata la «spiata» sul ReGe.
di Giovanni Rivelli
Gazzetta del Mezzogiorno



ALTRE NEWS

CRONACA

12/06/2026 - Basilicata, Assoutenti: ''Rete Sportelli contro il sovraindebitamento delle famiglie''
12/06/2026 - Lavoro minorile, report UNICEF: raddoppiano i 15-17enni occupati
12/06/2026 - GdF. Sequestro da 55mila euro a Montalbano Jonico: nel mirino patrimonio di un pregiudicato
12/06/2026 - Natuzzi avvia la composizione negoziata della crisi: riorganizzazione degli stabilimenti e piano di rilancio

SPORT

12/06/2026 - A S. Severino Lucano La Randonnée “I Giganti della Lucania”
11/06/2026 - Gioacchino Fittipaldi in azzurro agli Europei di paraciclismo
11/06/2026 - Torna con l'11° edizione il Memorial Gigi Liguori a Policoro
11/06/2026 - Basilicata, proposta per la pet therapy: il CONI punta su Jannik Sinner come testimonial

Sommario Cronaca                                  Sommario Sport

Non con i miei soldi. Non con i nostri soldi
di don Marcello Cozzi

Parlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua



 



Agoraut - Associazione culturale di informazione territoriale - P.Iva: 01673320766 - Copyright© lasiritide.it - Webmaster: Armando Arleo