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| Francavilla sul Sinni, la tettoia della discordia |
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9/04/2010 |
| Negli spazi della villa comunale di Francavilla sul Sinni sono in corso due interventi, “diversi ma integrati”, di riqualificazione dell’area, la cui fine è prevista per maggio. Uno dei due ha interessato il campo da bocce, che adesso ha una copertura che sta dividendo l’opinione pubblica francavillese, tanto che, alcuni cittadini, vorrebbero ricorrere ad una raccolta di firme per farla rimuovere. La tettoia, secondo i contrari “più piccola rispetto alla lunghezza del campo, ma invasiva e realizzata in modo da essere inutile in caso di vento e pioggia e con l’impianto luci posto al di sopra”, fa parte di un vecchio finanziamento della Provincia per un importo pari a 27mila e 700 euro. “L’opera non è stata ancora completata e quindi qualsiasi giudizio è estemporaneo- spiega il sindaco felice Marziale- la tettoia sembra più grande di quello che è perché è stato ripulito lo spazio sottostante e inoltre occorre valutare l’opera quando la parte anteriore sarà conclusa”. E a chi fa notare che la tettoia va a finire sopra gli alberi, risponde che “quelle piante andranno tagliate e sostituite, sul davanti, da alberi a larga chioma e da siepi”.
“Anni fa- spiega Franco Mele, responsabile del Circolo “Michelangelo Canonico” di Rifondazione Comunista, a cui faceva capo l’ex assessore comunale allo sport- avevamo presentato un progetto di riqualificazione ambientale e sociale della villa, con più spazi verdi, il miglioramento dell’impiantistica sportiva e dei servizi annessi. L’anfiteatro, che realizzeranno in villa, era previsto altrove. Quel progetto fu accantonato. Quello attuale lo ha completamente stravolto. Noi volevamo valorizzare anche i campetti, vista la presenza di 3 società calcistiche qui a Francavilla”. E proprio il presidente di una di queste società, l’Fc Francavilla, Franco Cupparo, lancia la proposta di trasferire la tettoia alla fermata dell’autobus. “Nessuno - dice- sarebbe stato contrario ad una copertura meno invasiva. Tra l’altro il campo non è regolamentare e non è fruibile agonisticamente. Per l’amore dello sport, non era meglio regolamentarlo? E’ sintomatico che a lamentarsi siano ragazzi giovani e anziani, che frequentano quotidianamente la villa”.
Mariapaola Vergallito
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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