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| "Giallo" Elisa Claps. Lettera del sindaco Potenza non è una città omertosa |
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8/04/2010 |
| Il sindaco di Potenza, Vito Santarsiero, è intervenuto nel caso Claps con una lettera aperta in cui rigetta le etichette di “città insensibile o omertosa o altro ancora” per quanto avvenuto in tutti questi anni sulla scomparsa di Elisa Claps, uccisa il 12 settembre del 1993 e ritrovata nel sottotetto della canonica della chiesa della Santissima Trinità.
“A Potenza siamo sgomenti e stiamo soffrendo molto - scrive il sindaco - in ogni cittadino c'è solo il desiderio di conoscere la verità in ogni dettaglio e vedere puniti in maniera esemplare l’omicida di Elisa e quanti in questa storia sono rimasti coinvolti”.
“Potenza - sottolinea Santarsiero - ha sempre chiesto la verità sulla scomparsa di Elisa, per 16 anni la città ha partecipato commossa a manifestazioni di vario genere e ogni 12 settembre la stessa Amministrazione Comunale ha ricordato Elisa, la sua scomparsa, l’esigenza collettiva di sapere e non dimenticare”. Santarsiero aggiunge che “quando tutto ormai sembrava archiviato abbiamo ufficialmente chiesto alla Procura di riaprire il caso e le relative indagini” e “per non dimenticare abbiamo posto una targa in quello che sembrava essere stato l’ultimo luogo dove Elisa fu vista”.
“Abbiamo visto nascere a Potenza, su iniziativa e con il protagonismo di Gildo Claps - ricorda - l’Associazione 'Penelope' delle famiglie delle persone scomparse, cui subito è giunto il sostegno delle istituzioni locali e dei cittadini”. “In tale contesto - sottolinea Santarsiero - e nella ridda di voci, ipotesi, errate indicazioni (forse anche in buona fede), carenza di notizie certe, speculazioni mediatiche, cose che spesso fanno parlare inutilmente o a sproposito, lasciando però ferite profonde nel tessuto sociale di una comunità che non sarà facile rimarginare, ebbene, in tutto ciò continuiamo a chiedere rigore e restiamo in attesa dei risultati cui porterà l’indagine”.
Santarsiero si dice certo che la Questura e i magistrati di Salerno, che sono al lavoro con “determinazione e professionalita”, hanno trovato “la strada giusta” e pertanto “i tempi non saranno lunghi”. “Vogliamo la verità al di sopra di tutto - sottolinea ancora Santarsiero - senza generalizzazioni. Non c'è tutela per nessuno, nè la città giustifica o comprende sia gli errori investigativi sia la leggerezza di quanti avevano già scoperto il corpo di Elisa rimanendo in un colpevole silenzio. Con particolare riferimento a ciò, riteniamo comunque esprimere solidarietà al Vescovo, che consideriamo una ricchezza per la nostra città, per le strumentalizzazioni personalmente subite”.
“Questa la nostra condizione, questo il nostro sentire - conclude - non si confonda il rispetto per chi indaga e l’attesa di conoscere la verità con insensibilità o la giustificazione per chiunque. La città è normale, con i problemi di tutte le medie città d’Italia e del Mezzogiorno, ed è città che non vuole pagare per i pochi che hanno sbagliato; ed è città che comunque ha saputo, sulla scia della famiglia, tenere sempre alta la tensione e l’attenzione sulla scomparsa di Elisa”.
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
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