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Un lucano racconta il Vesuvio: presentato il volume di Giovanni Ricciardi

5/03/2010



E’ stato presentato nei giorni scorsi al museo archeologico virtuale di Ercolano, il libro “Diario del Monte Vesuvio - Venti secoli di immagini e cronache di un vulcano nella città” di Giovanni Ricciardi, scrittore e studioso di origini lucane.
L’iniziativa si inserisce nell’ambito della manifestazione organizzata dal Comune della città degli Scavi, dal titolo “La catastrofe. La rinascita”.
L’opera, composta da tre tomi, racconta, attraverso le cronache, le testimonianze coeve, molte inedite, e una sorprendente iconografia, la storia eruttiva del Vesuvio che, negli ultimi 2000 anni, ha modellato l’attuale territorio e determinato non sempre adeguati comportamenti dei vesuviani che, dal secondo dopoguerra ad oggi, hanno sostituito le colate laviche a quelle di cemento.
Presenti all’incontro, tra gli altri, oltre al sindaco di Ercolano Nino Daniele, l’autore del libro e lo storico Flavio Russo. “Ho cercato- racconta lo scrittore Giovanni Ricciardi- di riassumere tutto ciò che c’era di conosciuto e non, sul tema del Vesuvio, avendo come modello alcune cose già scritte, libri del ‘600 e del ‘700. Tuttavia la mia guida principale è stata l’opera di Sir William Hamilton. Mentre in passato –conclude l’autore- abbiamo testi, essenzialmente del XVII secolo che sono racconti e cronache di quello che si osservava, Hamilton ebbe l’intuizione di correlare alle sue informazioni, una serie di immagini che raccontassero anche l’eruzione”.
Durante la presentazione, oltre alla relazione scientifica e vulcanologia, c’è stato anche un ampio stralcio storico a cura del professor Flavio Russo. “E’ logico che parlare del Vesuvio negli ultimi 2000 anni -spiega lo storico- vuol dire abbracciare anche un discorso storico e non soltanto di tipo scientifico e geologico. Il mio criterio informatore è quello di far vedere che sostanzialmente noi, per due secoli, siamo sempre vissuti con la presenza del Vesuvio, senza eccessivi allarmismi. La vita, in queste zone, non è mai stata estromessa dalle pendici del Vesuvio. La presenza del vulcano, è fondamentale, basilare per chi vive su questo territorio. Anzi –conclude Russo- posso dire che è la ragione prima della mentalità, della dinamicità e a volte anche del fatalismo degli abitanti di questa terra”.

http://www.julienews.it/

foto: Franchino Ricciardi



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