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| Senise: "Costretto a rinunciare al mio posto di lavoro” |
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3/03/2010 |
| “Costretto a rinunciare al mio posto di lavoro”. Si introduce così, Andrea Amendolara, 32 anni di Senise, sposato con due figlie piccole. Dopo un diploma all’alberghiero, 13 anni di esperienza, quasi tutte le estati trascorse in Romagna a lavorare e un accenno di stabilità come cuoco delle mense scolastiche, alla fine del novembre scorso si è visto recapitare una comunicazione dalla “Puliedil Srl”, la società che da settembre gestisce il servizio mensa a Senise. Per la società “a causa di una situazione di anti-economicità, in seguito ad una riunione sindacale, per ragioni tecniche, produttive ed economiche e per evitare di incorrere in licenziamenti collettivi”, la sua figura professionale non può essere mantenuta e, di conseguenza, si propone il trasferimento a Venezia, l’unico sito idoneo a garantire economicamente i compiti della sua figura professionale. Con il medesimo contratto: 4 ore, per 650 euro al mese. “Sarei dovuto andare a Venezia il 4 gennaio- spiega- ma a quelle condizioni, come facevo? Lasciare la famiglia, avere appena i soldi per l’affitto, partire all’improvviso. Non capisco la decisione, visto che lì ero l’unico cuoco qualificato. Come si fa a decidere di licenziare l’unico cuoco, in una mensa scolastica? A Venezia, poi, così lontano”. Dalla società fanno sapere che esistono altre due figure in grado di ricoprire gli stessi compiti. Amendolara, durante un periodo di malattia, medita di andare per vie legali. Viene effettuato un ricorso con decreto d’urgenza, il giudice di pace esorta le parti a trovare un accordo. La proposta, verbale, arriva: le ore salgono a 6, con circa 950 euro mensili. Ma per Amendolara è lo stesso. “Non sono mai stato richiamato, non ho mai creato problemi- dice- e il numero dei pasti inizialmente non era mutato. Se questo non è mobbing, penso che almeno sia un grande paradosso”. Adesso si attende la sentenza del Tribunale.
SENISE- Una serie di segnalazioni per richiedere il miglioramento del servizio, inviate a Comuni ed enti competenti, dai rappresentanti degli istituti che usufruiscono della mensa. “Dopo aver comunicato alla fine di novembre tali segnalazioni verbalmente- spiega la referente dei rapporti scuola-enti locali, Maria Bruno- a metà gennaio, di concerto con il dirigente, inviamo una lettera per segnalare i problemi riscontrati come la scarsa alternanza del menu, la qualità di carne e pesce, l’aumento dei condimenti e i piatti divisi a comparti. Da dicembre ad oggi, addirittura alcune mamme hanno deciso di fare a meno del servizio per i loro figli”. La società, spiega, che in materia di menu la competenza è dell’Asl.
Asl e Nas hanno effettuato sopralluoghi e, da notizie apprese, dal Comune ne stanno valutando la documentazione. “Abbiamo più volte sollecitato- spiega il responsabile amministrativo del Comune, Vincenzo Guaragnone- la dirigenza affinchè ci faccia sapere chi forma il comitato di monitoraggio per controllare il servizio mensa. Era una cosa che avevamo richiesto già a novembre”.
Mariapaola Vergallito
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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