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Viggiano: libri scomparsi da scuola. Corte dei Conti:

26/02/2010



Un conto da 632 euro per 171 libri. Lo ha presentato la Corte dei Conti di Basilicata all’ex dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo di Viggiano, Giuseppe Salerno, di Gallicchio. Una somma già «scontata» di altri 300 euro di «franchigia assicurativa» per quei libri che dall’Istituto sono scomparsi. I fatti risalgono a fine giugno del 2005, quando lo stesso Salerno lasciò la direzione dell’Istituto di Viggiano al collega Enzo Vitetta. Al momento del passaggio di consegne, però, venne notata la mancanza di 171 libri da quelli che erano patrimonio della scuola, per un valore di 932 euro. La cosa venne poi portata all’attenzione dei revisori dei conti della scuola che, ritenendo che la mancanza dei libri fosse una «responsabilità esclusiva» del capo di istituto, nella sua qualità di consegnatario dei beni della scuola. Al dirigente venivano così chiesti i 632 euro (cioè il totale meno la franchigia assicurativa) ma Salerno non ha mai provveduto a versarli.

È nato così il procedimento contabile in cui il procuratore Michele Oricchio ha chiesto la condanna al pagamento dell’intero valore dei libri (932 euro) ma alla fine la Corte presieduta da Adriano Festa Ferrante e composta da Vincenzo Pergola e Giuseppe Tagliamonte, ha emesso la pronuncia di condanna per i soli 632 oltre alle spese legali.

«Il predetto danno - hanno spiegato con la sentenza i giudici - causalmente riconducibile alla omessa o superficiale custodia e vigilanza sui beni custoditi o da custodire, è inoltre correlato ad un atteggiamento gravemente colposo tenuto dal dott. Salerno, e desumibile anche dalla grave noncuranza e superficialità registrata nella inesistente collaborazione offerta nel tentativo di ricostruzione della regolarità dei dati della gestione. A ciò si aggiunga che il patrimonio librario di una Istituzione scolastica riveste un rilievo non solo economico e finanziario, ma, anche e soprattutto, culturale e professionale, come tale decisivo per il successo delle iniziative educative e formative che lì si svolgono; e ad esso, pertanto, va riservata una cura scrupolosa ed attenta che, nel caso in esame, non risulta essere stata affatto osservata».

Tra le cose sottolneate dai giudici, il fatto che, di fronte alla scoperta dell’ammanco, «Salerno, oltre a non fornire alcuna giustificazione del mancato rinvenimento dei volumi, ha eluso ogni forma di pur minima collaborazione alla risoluzione della vicenda che lo vede coinvolto».

Giovanni Rivelli
la gazzetta del mezzogiorno



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