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| Forestali dell'Alto Sinni senza stipendio da novembre |
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24/02/2010 |
| I lavoratori forestali della Comunità Montana Alto Sinni lamentano, per l’ennesima volta, ritardi enormi nei pagamenti.
“Come tutti gli anni- spiegano- siamo costretti a chiedere l’elemosina, invece di ricevere in tempi rapidi e stabiliti quanto dovuto, siamo sempre costretti a sopportare con notevoli disagi economici per noi e le nostre famiglie. Se a questo aggiungiamo che siamo in un periodo di crisi generale dove normalmente chi lavora non riesce ad arrivare a fine mese, noi il mese nemmeno riusciamo ad incominciarlo, poiché siamo al verde.
Per noi durante tutto l’anno è sempre un rompicapo e una continua crisi di nervi, pensiamo tutti gli anni pensiamo le stesse cose: I signori della Comunità Montana e della Regione Basilicata forse quest’anno si metteranno una mano sulla coscienza e finalmente arriverà l’agognato assegno di pagamento, ma come sempre non arriva mai in tempo, ma queste cose le possiamo solo pensare, perché adesso ci sentiamo abbandonati da tutti.
Nonostante che questo annoso problema si protragga da sempre, nessuno (istituzioni regionali e zonali, partiti politici, sindacati, amministrazioni regionali locali) ci dà mai retta e ci sentiamo trattati da servi e non da cittadini.
Durante l’anno 2009 abbiamo lavorato per tutte le giornate programmate, i pagamenti sono sempre avvenuti con estremo ritardo. Il periodo lavorativo si è chiuso a fine novembre, siamo a MARZO 2010 e ancora dobbiamo percepire la mensilità di novembre (conti alla mano, molto semplici, ci dicono che sono passati ben 3 mesi. Ancora una volta chiediamo, di chi è la colpa di questo ritardo?
“Dopo estenuanti lotte negli anni scorsi- spiega il portavoce Giuseppe Gargaglione-siamo riusciti ad ottenere più giornate lavorative, anche se le istituzioni regionali potevano fare di più, essendo dimezzato da dieci anni a questa parte il numero dei braccianti forestali. Ribadiamo comunque che anche se il numero delle giornate lavorative è aumentato, noi pensiamo che siamo passati dalla miseria alla povertà, non crediamo che questo sia moralmente giusto. La Regione Basilicata si era impegnata ad aumentare le giornate lavorative (non contributive) fino a giungere alla fatidica soglia delle 151, ciò in conseguenza delle royalty dell’acqua. In alcuni comprensori (grazie alle royalty sul petrolio) sono finalmente riusciti a giungere alle 151 giornate lavorative.
Noi speriamo che con la nuova Amministrazione regionale (che sarà eletta tra poco più di un mese), non si ripetano più questi disguidi e che sia le istituzioni politiche, sia gli apparati tecnici tengano conto dell’enorme disagio che provocano a migliaia di famiglie lucane. Nel contempo auspichiamo che il nostro lavoro venga messo sempre più a disposizione dei cittadini e a difesa del territorio”.
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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