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«Non ho mandato io i filmini osé ai suoi colleghi» Così si difende lo stalker

24/02/2010



«Non ho messo in rete io quei filmini, né li ho mandati ai suoi colleghi di lavoro». Si difende davanti al giudice per le indagini preliminari, P. G. D., il trentenne di Lauria, arrestato giovedì scorso per stalking nei confronti della sua ex fidanzata, anche lei di Lauria. Il giovane avrebbe negato con decisione l’accusa più intrigante dell’inchiesta che lo vede coinvolto, ovvero di essere stato lui a diffondere sul web e a far recapitare ai colleghi di ufficio del la ragazza le immagini che ritraevano gli incontri sessuali dei due. Così P. G. D. ha risposto alle domande del gip di Lagonegro, Lucia Iodice, durante l’interrogatorio di garanzia svoltosi ieri mattina nel carcere di Sala Consilina. Il giovane ha raccontato la sua verità. Il trentenne è stato sentito dal giudice per più di un’ora. Alcuni addebiti li ha ammessi, altri li ha negati. Avrebbe sostenuto senza mezzi termini di non aver orchestrato alcun sexy ricatto per costringere la ragazza a tornare con lui, mentre avrebbe ammesso alcune minacce. Il giovane, assistito dal suo legale, ha cercato di mettere sul tavolo una chiave di lettura dei fatti diversa da quella emersa fino ad ora, ma al termine dell’interrogatorio non c’è stata scarcerazione per P. G. D. che quindi, per ora, resta in cella. Il difensore di P. G. D., l’avvocato Antonio Boccia, ha definito la vicenda «molto più complessa di quella che può apparire. Il procedimento è solo agli inizi e c’è più di un aspetto oscuro da chiarire. Comunque, noi abbiamo fiducia nella magistratura». «Siamo fortemente preoccupati per nostro figlio – ha dichiarato la famiglia del ragazzo –. Quello che sta accadendo è angosciante, soprattutto per chi conosce la situazione». Il trentenne è stato arrestato giovedì scorso dai carabinieri della Compagnia di Lagonegro che hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip, Lucia Iodice, su richiesta del pm Francesco Greco. Dopo essere stato lasciato nel luglio del 2006, pur di ritornare con la sua ex fiamma, P. G. D. secondo l’accusa - ha deciso di perseguitarla. Non contento di assillarla per telefono o via sms, sempre secondo l’accusa l’accanimento del trentenne sarebbe culminato con l’invio di foto e filmati osée che li ritraevano ai datori di lavoro della ragazza costringendola a dimettersi. Il comportamento del trentenne si è trasformato in un vero e proprio incubo per lei. Con una mail del 22 ottobre del 2009 P. G. D. l’avrebbe minacciata di mandare un marocchino per farla pagare, sia a lei sia al suo nuovo compagno: Infine, non pago, il trentenne ha presentato anche una falsa denuncia per estorsione nei confronti della sua ex fidanza e del suo nuovo compagno.

Pino Perciante
la gazzetta del mezzogiorno



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