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Nuove facoltà lucane già a rischio chiusura

24/02/2010



Nuovi corsi di laurea a rischio a causa della riforma Gelmini. Lo ha detto a chiare lettere il rettore dell’Università degli Studi di Basilicata, Mauro Fiorentino, ieri pomeriggio a Potenza, nel corso della cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico. «Le criticità maggiormente connesse con l’incerto quadro normativo che si va a delineare - ha detto il rettore - permangono quelle relative ai corsi di studio aperti nelle nuove facoltà di Architettura, Economia, Farmacia e scienze della Formazione, istituite ed attivate solo tre anni fa, che hanno rappre sentato il punto di arrivo di una lunga e complessa pro gettazione, realizzata con giuntamente da Università, Regione e Governi nazionali, per dare idonea risposta alla reale esigenza della comunità locale di avere una università capace di limitare significativamente l’atavica emigrazione intellettuale giovanile».

Proprio per queste facoltà, infatti, sarà difficile rientrare nei limiti im posti per quanto riguarda i requisiti di docenti e di numero di studenti immatricolati richiesti dalla riforma. «Per esse - ha aggiunto Fiorentino - è assolutamente necessario un intervento mini steriale specifico, che consenta di modulare in un tempo più ragionevole, in particolare alla luce del perdurante sostanziale blocco delle assunzioni, il raggiungimento dei requisiti necessari di docenza e che identifichi ed approvi l’utilizzazione a tal fine, così come tra l’altro previsto già in fase di istituzione delle stesse facoltà, di risorse finaziarie diverse da quelle ordinarie». Proprio le risorse finaziarie sono un’altra nota dolente per la piccola università della Basilicata. Infatti, l’entità del fondo ordinario assegnato dal Miur è destinato a ridursi progressivamente.

«Per il 2010 - ha precisato Fiorentino - l’Università di Basilicata potrà di sporre di un’assegnazione di 31,6 milioni di euro con una riduzione stimata di 2,9 mi lioni di euro. Considerando che il fabbisogno stipnediale per l’anno 2010 è pari a 34,7 milioni di euro, il pagamen to delle spese fisse per il 2010 sarà coperto anche grazie al le entrate previste dalla tas sazione degli iscritti». In questo modo, però, secondo Fiorentino, si verrà a creare un circolo vizioso a causa del quale le università che hanno corsi di laurea che non raggiungono i requisiti minimi di allievi e docenti dovranno chiuderli, ma la chiusura dei corsi porterà ad una riduzione delle disponi bilità finanziarie e dunque le università non potranno mai bandire nuovi concorsi per raggiungere i requisiti minimi e non penalizzare l’offerta formativa. C’è poi la questione del limite delle spese fisse che non possono superare il 90 per cento del fondo ordinario ministeriale. Per rispettarlo l’Università di Basilicata avrà bisogno di risorse aggiuntive pari ad otto milioni di euro per l’anno in corso che arriveranno a 12 al termine dell’ap plicazione dei tagli previsti dalla finaziaria del 2008.

Giovanna Laguardia
la gazzetta del mezzogiorno



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