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| Il Comune di Spinoso e il Parco Nazionale dell’Appennino Lucano a Il bel Paese |
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21/02/2010 |
| Si è concluso con grande successo l’Evento Internazionale “Il bel Paese”, l’iniziativa annuale che premia le cinque migliori località inedite per quanto concerne il turismo culturale. Patrocinato dal Comune di Milano, l’evento ha visto la presenza di eminenti personalità e di autorevoli addetti ai lavori che si sono confrontati sulle innumerevoli possibilità che possono aprirsi grazie alla valorizzazione delle bellezze paesaggistiche, architettoniche e monumentali.
Quest’anno l’importante riconoscimento è stato assegnato anche al Comune di Spinoso per le sue caratteristiche paesaggistiche e monumentali. Il sindaco Pasquale De Luise ha presentato alla nutrita assemblea le peculiarità storico-artistiche di questo borgo dove l’intervento dell’uomo, con la costruzione del Lago artificiale della diga del Pertusillo, ha generato un vero e proprio salto di qualità per il territorio, un attrattore che può e deve trasformarsi in un volano turistico per l’intera Valle dell’Agri.
A sottolineare l’importanza del riconoscimento il Commissario del Parco dell’Appennino Lucano Ing. Domenico Totaro intervenuto al dibattito: «Ben vengano questi riconoscimenti, il Parco già lavora e continuerà a lavorare promozione del territorio. Eventi come questi non fanno altro che rafforzare la nostra convinzione di dover lavorare come sistema, in partnership con i Comuni affinché tutti insieme possiamo portare il nostro fantastico territorio alla ribalta nazionale ed internazionale. La nostra presenza alla Bit – continua il Commissario – ha proprio questo obiettivo, far conoscere al grande pubblico il neonato Parco dell’Appennino Lucano, una creatura appena nata che vuole crescere con il territorio e per il territorio. Proprio a questo scopo abbiamo lanciato alla Bit due concorsi, quello per la scelta del logo del Parco e quello per la vincita di un soggiorno nella nostre fantastiche terre».
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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