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| Moliterno: prima edizione di cinema (e)migrante |
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18/02/2010 |
| Dopo una serata preambolo tenutasi lo scorso agosto, parte questo pomeriggio nella Biblioteca Comunale (ore 18.30) la prima edizione della rassegna cinematografica “Cinema (E)Migrante. Organizzata nell’ambito del progetto immigrazione del Piano Sociale di Zona Alto Agri, l’iniziativa punta a fornire attraverso il cinema contributi di riflessione sul fenomeno di migrazione di oggi ( e di ieri) che vede coinvolto il nostro Paese. Nei sette paesi dell’ambito ( oltre Sarconi ci sono Moliterno, Spinoso, Marsicovetere, Viggiano, Grumento Nova, Tramutola) verranno proposti un corpo di visioni per riflettere sul dato che in Italia che ci sono oltre sei milioni di migranti che fanno delle nostre comunità delle realtà multietniche. Già passate sullo schermo della Bibliomediateca di Moliterno, le visioni in programma sono “C’è sempre un motivo”, videointervista firmata da Vincenzo Galante in cui un meccanico di Moliterno, Giuseppe Melillo, con dei divertenti aneddoti rievoca la sua esperienza di emigrante nel Venezuela degli anni cinquanta. Invece, una realtà completamente diversa ci presentano i dieci minuti di “Una stagione all’inferno, opera girata e montata da Alex Tucci per Medici Senza Frontiera. Un’indagine sulle condizioni degli stranieri (in prevalenza africani del Sudan, Nigeria, Marocco, Tunisia) impiegati in agricoltura nelle campagne del Sud Italia. Una zoomata veloce e toccante che non lascia indifferente lo spettatore (anche per la qualità delle immagini) e apre una finestra sulle migliaia di extracomunitari che vengono impiegati e sfruttati da lavoratori stagionali. Lavoratori che restano invisibili nonostante contribuiscano in maniera fondamentale a sostenere un intero comparto economico. Un’equipe di Medici Senza Frontiera ha fatto visita a quelli sono dei veri ghetti intervistando e sottoponendo a controllo medico oltre seicento extracomunitari che lavorano e vivono in condizioni pietose. “E’ abbastanza sconvolgente quello che si vede in questi ghetti – dice un medico dell’equipe – ragazzi che scappano dalla guerra del loro paese per ritrovarsi nell’inferno del nostro paese. La maggior parte di loro soffre di patologie infettive e respiratorie ”. Domani la rassegna prosegue in mattinata a Villa D’Agri e nel pomeriggio a Grumento Nove con le visioni “Lettere dal Sahara di Vittorio De Seta e “Come un uomo sulla terra” di Andrea Segre, Dagmawi Yimer e Riccardo Biadene. Curatore della rassegna è lo stesso Vincenzo Galante. |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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