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| Francavilla: smottamento di un costone nel centro abitato |
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13/02/2010 |
| Uno smottamento in pieno centro abitato, di fianco ad una palazzina nella quale abitano 3 famiglie e a valle di una strada dove ne abitano almeno altre 6. In via Gianturco, a Francavilla sul Sinni, ieri mattina c’erano anche i Vigili del Fuoco di Lauria, chiamati per un sopralluogo da uno dei condomini, Salvatore Pisani, che, come spiega, segnala l’esistenza del problema da quando è andato ad abitare in quella casa, cioè dal 1994. “Dopo diverse segnalazioni agli organi competenti- dice- nel 2001 la Regione Basilicata, nell’ambito della legge 226, stanzia circa 800 milioni di lire per effettuare una serie di interventi nel territorio comunale. Tra questi c’è anche quello che interessa via Gianturco, che nel crono programma compare al numero 6”. Il problema sollevato dal cittadino è l’esistenza di un cono franoso che, come racconta Pisani, con gli anni si è esteso. Dopo lo stanziamento dei fondi i lavori sono stati affidati ad un’impresa, ma attualmente non si mai intervenuti sull’area in questione. Da quello che si apprende dal sindaco, Felice Marziale, che è uno dei condomini degli appartamenti, il terreno in questione non aveva una chiara proprietà e sarebbe stato interessato anche da una vicenda di fallimento. Fatto sta che i lavori non sono mai potuti cominciare. Le segnalazioni sono continuate nel 2008 alla Polizia Municipale. “Ieri mattina- continua Pisani- ho aperto la finestra e mi sono reso conto che il cono franoso ha subito un ulteriore stato di avanzamento. Ho subito avvertito i Vigili del Fuoco, per un’area identificata come R3, a rischio elevato”. I Vigili del Fuoco hanno inibito la sosta degli autoveicoli nello spazio sottostante il cono franoso (spazio di solito utilizzato dai condomini); hanno, inoltre, considerato la situazione attuale dello smottamento non allarmate imminentemente, pur essendo un’area che necessita di un intervento di ripristino.
Mariapaola Vergallito
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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