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| Policoro, un’altra lontra morta è allarme nell’oasi Wwf |
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11/02/2010 |
| Rinvenuta un’altra carcassa di lontra, dopo gli altri due esemplari trovati morti nei giorni scorsi .Continua, dunque, l’emergenza lontra, animale a più alto rischio estinzione sul territorio italiano, nella riserva regionale “Bosco Pantano”. Quest’ultimo esemplare, di cui dà notizia il centro recupero provinciale Oasi WWF, è stato rinvenuto durante un servizio interforze congiunto tra Polizia provinciale e Carabinieri del nucleo ispettorato del lavoro di Matera, coordinato dal capitano Grieco e dal maresciallo Labarile, lungo la statale Sinnica, al km 69,700 in località contrada Canale, lungo il fiume Sinni. L’esemplare è stato trasportato al Centro recupero e preso in consegna dal responsabile, Antonio Colucci, e dalla ricercatrice Annunziata Micò, che hanno provveduto alla stesura di una scheda biometrica. Secondo il referto del veterinario Larocca, la causa di morte del giovane esemplare, che è di sesso maschile, è dovuta a probabile trauma cranico da impatto lungo la statale Sinnica.
«Mai come adesso – ribadiscono in un comunicato gli operatori dell’Oasi WWF – è necessario promuovere progetti di conservazione e tutela della lontra, importante indicatore di biodiversità attestante la salubrità dei nostri ambienti naturali. Non meno importante sarebbe adoperarsi con opportune campagne di sensibilizzazione nelle scuole e nel territorio, affinchè la popolazione sia adeguatamente istruita e resa partecipe delle attività svolte a tutela del patrimonio faunistico, ancora presente nella nostra area geografica. Queste azioni urgenti, unite a provvedimenti di divieti e controlli lungo i nostri fiumi, habitat ideale per la sopravvivenza della lontra, consentirebbero nel tempo un controllo capillare degli individui presenti nel territorio per un loro naturale ripopolamento, scongiurandone così la scomparsa nell’ultima area geografica attiva e il rischio della totale estinzione della specie italica in Europa».
Antonio Palumbo
Gazzetta del Mezzogiorno |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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