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| Lauria, la casa si sposta da sola. "Abbiamo paura" |
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5/02/2010 |
| Una famiglia di Lauria denuncia la Regione perché la sua casa rischia di crollare a causa di una frana. La famiglia B. M. che abita nel quartiere «Casaletto» della cittadina valligiana ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Lagonegro in cui querela per danneggiamento il responsabile dell’ufficio regionale preposto perchè tarderebbe ad intervenire per bloccare la frana in questione. Un intervento la cui urgenza è sottolineata anche da una perizia fatta effettuare dal tribunale di Lagonegro. Dalla parte della famiglia si è schierato anche il Codacons che, nella persona del presidente regionale, Giuseppe Pugliese, ha già predisposto una serie di iniziative di carattere legale per risolvere la questione.
Anche perché il pericolo, a quanto pare, non è limitato solo ad una abitazione ma rischia di coinvolgere anche le case vicine. La casa della famiglia B. M., infatti, è posta su un altro gruppo di case. «Ed è ancora viva nella nostra memoria – dice l’avvocato Pugliese – la tragedia accaduta a Senise più di venti anni fa. Purtroppo, è con rammarico che constato l’indifferenza e l’abbandono in cui versa un territorio come quello di Lauria, noto proprio per essere ostaggio di frane oltre che a forte rischio sismico».
Tutto comincia nel 2006 quando la famiglia B. M. nota una serie di fratture nel terreno che circonda il proprio fabbricato. La preoccupazione è dovuta al fatto che queste lesioni si trovano a non più di un paio di metri dall’abitazione. Allo stesso tempo viene notata anche la fuoriuscita di acqua nel piazzale esterno alla casa. Così la famiglia di Lauria decide di interpellare il Dipartimento infrastrutture, opere pubbliche difesa del suolo della Regione che effettua un sopralluogo.
La Regione ha già effettuato in zona, nel 1992, un intervento di consolidamento e sistemazione idraulica. Ma dopo il sopralluogo, sempre secondo quanto racconta la famiglia B. M, emerge la necessità di completare quanto già eseguito in precedenza. «Ma a distanza di circa tre anni – dice la famiglia B. M. - nessuno si è fatto più vivo, né a mezzo missive né in loco, neppure per monitorare il fenomeno franoso». Non ci sono i soldi. Nel contempo, però, la situazione della casa si aggrava. Compaiono lesioni in più punti (seminterrato, primo piano e sottotetto). Così questa famiglia si rivolge al tribunale che dispone una verifica tecnica la quale evidenzia, tra l’altro, lo spostamento del fabbricato, a causa dell’erosione del terreno su cui poggia.
«Ma l’intero quartiere potrebbe abbassarsi» dice l’avvocato Pugliese. Inoltre lo scorso 10 gennaio nella zona si avvertiva un forte odore di gas. Veniva perciò chiamata la società che gestisce gli impianti di gas metano a Lauria. Una squadra di tecnici e operai giunti sul posto scopre la rottura di un tubo. «Sentito informalmente uno degli operai della società del gas – racconta la famiglia B. M. - questi avrebbe detto che la rottura sarebbe stata determinata proprio dalla frana. Noi abbiamo anche tre bambini, di nove, sette e cinque anni». Stanca e impaurita la famiglia B. M. ha deciso di presentare l’esposto querela in tribunale.
Pino Perciante
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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