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| Senise, forse fondi per i "Cappuccini" |
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4/02/2010 |
| E’ sicuramente uno dei simboli della ricostruzione dopo la frana di Senise del 1986. Il quartiere senisese in località “Cappuccini”, finanziato con la legge 120 in seguito alla frana del 1986 sulla collina “Timpone” non è ancora stato completato. Ora ci potrebbe essere uno spiraglio. Uno spiraglio che arriva dai fondi , che nel 2009 il Comune ha chiesto alla Regione Basilicata. Fondi che ammontano a circa 800mila euro, che sono stati recuperati (e non aggiunti), frutto di somme rimaste inutilizzate in altri 5 comuni che avevano usufruito della legge 120 sulla ricostruzione. Per recuperare questi soldi è stata indetta una conferenza dei sindaci interessati. Di questi soldi metà sono destinati ai casi di ancora non completata ricostruzione (tra gli aventi diritto nella graduatoria); per l’altra metà è stata fatta richiesta alla Regione di poterli utilizzare per completare opere collegate in qualche modo alla legge 120, prima fra tutti l’annosa vicenda dei “Cappuccini”.
Il quartiere in questione fu progettato intorno agli anni novanta con lo scopo di far fronte all’emergenza casa per i cittadini che avevano subito danni alle loro abitazioni a causa del terribile evento franoso di 22 anni fa, che causò la morte di 8 persone e il crollo di una decina di palazzine. Dopo la frana il governo modificò la legge 120, conosciuta da quel momento come “legge Senise”, per fronteggiare le emergenze di dissesto del territorio nel comune sinnico e in altri comuni. Tra gli interventi inseriti nei finanziamenti previsti nella 120 ci fu anche la realizzazione del quartiere dei “Cappuccini”. I lavori sono cominciati, le case sono state costruite, molte delle quali già occupate, ma le opere di urbanizzazione previste ancora non si vedono. Nel progetto originario quello dei “Cappuccini” avrebbe dovuto essere un quartiere modello. Oggi ancora non c’è verde pubblico, niente arredo urbano, niente marciapiedi e niente asfalto. Solo strade sterrate, marciapiedi rotti, erbacce e polvere. Il paradosso è che le opere non possono essere completate con fondi ordinari del bilancio comunale. La storia racconta che, durante l’iter, sembrerebbe siano stati effettuati lavori necessari ma non inizialmente previsti e quindi senza aver effettuato la preliminare perizia di variante al progetto originario e senza il collaudo delle opere di urbanizzazione. Inoltre occorrevano fondi ad hoc previsti dalla legge 120 per far fronte agli interventi. Ora quei fondi forse ci sono e il quartiere dei “Cappuccini” potrebbe davvero diventare un quartiere modello.
Mariapaola Vergallito
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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