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| Cassazione blocca il conto della Total |
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30/01/2010 |
| ROMA - Contrordine dalla Cassazione. Il conto corrente della Total su cui erano depositati circa un milione e 400mila euro che sarebbero dovuti servire a pagare i lavori di realizzazione del centro oli di Viggiano devono essere sequestrati.
I giudici della sesta sezione della suprema corte hanno accolto il ricorso a suo tempo presentato dal Pm Henry John Woodcock contro la decisioen del Tribunale del Riesame di Potenza che, il 29 aprile scorso, aveva disposto lo sblocco del conto bancario con su l’ingente somma, che in precedenza era stato sequestrato a dal Pm Rocco Pavese a richiesta dello stesso Woodcock.
Il sequestro rientra sempre nell’ambito dei fatti oggetto dell’ordinanza con la quale gli agenti della Squadra Mobile bussarono alla porta di manager della compagnia petrolifera francese e di altri imprenditori lucani, il 16 dicembre del 2008 per notificare ordinanze di arresto per l’inchiesta sulla costruzione del centro olii di Tempa Rossa, a servizio delle estrazioni petrolifere in Val Camastra.
Alla base del provvedimento dell’autorità giudiziaria c’era l’ipotesi che l’aggiudicazione di quell’appalto fosse avvenuta in violazione delle norme di legge e a seguito di acquisizione di terreni dai precedenti proprietari effettuate in modo fraudolento.
Il sequestro si riferisce proprio all’accusa di corruzione mossa a
diversi indagati per i «'mezzi fraudolenti»' utilizzati nell'assegnazione degli appalti per la realizzazione del centro oli; e a quella di concussione per gli espropri dei terreni sui quali costruire la struttura. In particolare - secondo l'accusa - ad proprietari di alcuni terreni furono proposte «condizioni capestro e assolutamente svantaggiose e fuori mercato». In
pratica, secondo quanto risulta dalla consulenza dei periti del pubblico ministero, l'ufficio tecnico del Comune di Corleto aveva stimato i terreni 2,50 euro al metro quadrato; un altro perito aveva aumentato tale valore, ma sempre «sottovalutandoli in maniera eclatante». I periti nominati da Woodcock, invece, hanno stimato il valore di quelle terre in 42,64 euro al metro quadrato e hanno spiegato che la Total avrebbe conseguito un profitto pari ad oltre 20,2 milioni di euro «in termini di minor costo sopportato per l'acquisto dei terreni».
Nell’ambito della stessa inchiesta erano stati anche sequestrati altri fondi, per quasi 2 milioni di euro, che costituivano la prima tranche di pagamento fatta da Total alle imprese impegnate nella realizzazione del centro oli, il cui appalto, per l’accusa, sarebbe stato aggiudicato in modo fraudolento e per l’esattezza a seguito di un accordo corruttivo che aveva portato a falsare la gara di appalto bandita dalla compagnia petrolifera francese e pubblicata sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea. L’imprendiore di Policoro Francesco Ferrara, per l’accusa che, intanto è arrivata all’avviso di conclusione delle indagini, per ottenere l’aggiudicazione dei lavori per 35 milioni di euro in favore del raggruppamento di imprese che capeggiava, avrebbe concordato l’acquisto di prodotti petroliferi (tra carburanti e lubrificanti) per 5 milioni di euro dalla casa francese che, poi, effettivamente, aggiudicò le opere al raggruppamento di imprese guidate da Ferrara.
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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