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| Senise, Codicino: "Aggiustate quel ponte" |
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29/01/2010 |
| A vederlo fa venire quasi le vertigini: il ponte tra località “Codicino” e località “Scannacucco” sul lungo diga di Senise, comincia sul serio a diventare un problema per le numerose famiglie (una decina) e gli agricoltori che da quelle parti hanno casa e terreni. Il manto stradale è completamente degradato (colpa anche delle perdite d’acqua dalle tubature adiacenti e dal mancato ripristino del manto stradale, da parte del Consorzio di Bonifica, dopo le riparazioni), la segnaletica è assente, lo spazio è stretto, e, come se non bastasse, si è formata una voragine profonda più di 4 metri a pochi passi da uno dei pilastri. Michele Breglia è un ragazzo che lavora fuori regione e che al Codicino ha la sua famiglia. La scorsa settimana stava percorrendo la strada verso casa, ma qualcosa è andato storto: le basse temperature hanno fatto letteralmente ghiacciare l’acqua fuoriuscita dalla tubatura rotta e, in poco tempo, si è formata una lastra che si è rotta con il peso dell’auto di Breglia. Il risultato? “L’auto danneggiata- dice- ma, soprattutto, tanta paura che una cosa del genere o anche una peggiore, possa accadere a chi, per quella strada, passa quotidianamente. Bisogna fare qualcosa, perché la situazione sta diventando insostenibile”. Il problema si complica perché gli stessi agricoltori, che più volte hanno sottoscritto petizioni, scongiurano la chiusura del ponte, visto che l’alternativa sarebbe percorrere decine e decine di chilometri in più per passare dalla parte opposta. Intanto l’assessore comunale all’agricoltura, Luigi Viviano, fa sapere che al più presto sarà effettuato un sopralluogo tecnico per capire l’entità del problema.
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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