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| Corleto: tentano di rubare mobili. Fermati dai vicini di casa e dai carabinieri |
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28/01/2010 |
| Un tentativo di furto nel cuore del centro abitato di Corleto Perticara ha portato inizialmente all’arresto di due fratelli, L.G. di 36 anni e L.A. di 34 anni, e alla denuncia di un terzo uomo che nella storia apparirebbe come “il mandante” del furto. I due fratelli hanno cercato di rubare mobili antichi da un’abitazione in via “Capolaterra”, tra via Roma e via Nazionale; abitazione vuota visto che il proprietario risiede nel nord Italia per lavoro. La mancata refurtiva consisteva in mobilia di pregio riferibile alla realtà contadina. Il tutto sarebbe successo nella tarda serata del 26 gennaio, in una zona non troppo isolata e neanche in ora tarda. Intorno alle 22, i due fratelli sono stati visti da alcuni cittadini residenti nel quartiere mentre tentavano il furto. Alcuni vicini, testimoni dell’atto, hanno pensato bene di avvertire i carabinieri, che sono arrivati e hanno arrestato i due fratelli. Uno dei due, il più grande, avrebbe anche una serie di precedenti penali proprio per furti. I due fratelli sono stati portati presso la casa circondariale di Potenza ma già ieri, da quanto si è appreso dal suo avvocato Teresa Massari, il più piccolo dei due è stato rimesso in libertà. Per il più grande,invece, visti i suoi numerosi precedenti per furto e le ben sette pagine di casellario giudiziario collezionate, sono scattati gli arresti domiciliari. Su di lui, oltre che il concorso in reato, pesa l’aggravante di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali, visto che, al momento dell’arresto, avrebbe opposto resistenza ai militari intervenuti. L’ipotesi di un terzo uomo, che sarebbe stato il mandante del mancato furto, spunta dalla testimonianza di uno dei due fratelli e lui stesso avrebbe ipotizzato l’esistenza di una terza persona e che si sia trattato di un furto su commissione. Da notizie apprese quello di martedi sera sarebbe il primo furto di questo genere, ma sarebbe l’ultimo di una lunga serie di furti a danno, soprattutto, di abitazioni rurali, che negli ultimi anni si sarebbero susseguiti. In quel caso mezzi agricoli e generi alimentari erano state le refurtive più gettonate. Anche per questo motivo la conferma dell’ipotesi dell’esistenza di un mandante potrebbe aprire un nuovo scenario intorno alla vicenda.
Mariapaola Vergallito
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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