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| Il Tribunale di Lagonegro a rischio soppressione |
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18/01/2010 |
| Dieci giorni all’inaugurazione dell’anno giudiziario, si terrà il prossimo 28 gennaio, ma in Basilicata quest’anno gli auspici sono peggiori. L’allarme è contenuto in uno studio del Consiglio superiore della Magistratura che individua i tribunali privi della «massa critica di organico» per operare correttamente e, come spesso avviene in Italia, invece di rimediare al male (la carenza di organico), già si ipotizza di risolvere il problema semplicemente «eliminando l’anomalia». Così, nell’elenco degli 88 tribunali lucani che non rientrano nella «forchetta» di organico di toghe individuata come ottimale dal Csm scopriamo che ci sono ben tre dei quattro tribunali lucani.
Se, insomma, la scure si dovesse abbattere in modo ragionieristico su tutti i «piccoli» individuati sarebbero a rischio sia Lagonegro (il più deficitario di magistrati) che Melfi che Matera anche se, va subito detto, il maggior numero di toghe presenti (16), la circostanza che si tratta di un capoluogo di regione e il fatto che la stessa provincia resterebbe sguarnita mentre il distretto di corte d’appello coinciderebbe con l’unico tribunale di Potenza rendono il discorso sul tribunale della città dei Sassi pura accademia. Problemi più concreti, invece, per gli altri due e in particolare per Lagonegro, di cui si parla ogni volta che si pensa a una soppressione. Con i suoi soli 8 magistrati in organico, il Tribunale lucano si piazza agli ultimi venti in quanto a dotazione. E se la semplificazione dovesse portare al taglio di uno su 8 degli attuali 166 tribunali italiani, il destino sarebbe segnato. Ma i problemi che si determinerebbero sarebbero molti. Perchè da Lagonegro, ma anche dai paesi dell’interno che fanno riferimento lì, per ogni cosa, a partire da una semplice testimonianza, bisognerebbe fare oltre cento chilometri per arrivare a Potenza. P
erchè se è vero che nell’arco di poche decine di chilometri esistono tre tribunali (Lagonegro, Sala Consilina con 11 magistrati e Vallo della Lucania con 12) è pur vero che essendo gli altri due nel Salernitano appartengono ad altro distretto di Corte d’Appello, e a meno di improbabili «smembramenti » della regione, una gestione unitaria sarebbe impossibile. Una decina di postazioni più su di Lagonegro, con 10 magistrati, c’è Melfi. In questo caso, maggiore vicinanza a Potenza, ma pure una mole maggiore di attività. Anche qui buoni motivi per respingere ipotesi soppressive. A meno che i «criteri» non servano a giustificare quanto già si è deciso.
di GIOVANNI RIVELLI
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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