E’ stato presentato a Gorgoglione , a Palazzo Laviani, con il patrocinio del Comune, il libro di Gianfranco Di Santo “Le verità nascoste” - il terrorismo rosso in Italia dal 1970 al 2007.
Il sindaco di Gorgoglione, Giuseppe Filippo,dopo i saluti di rito ai numerosi presenti,si detto onorato di ospitare una manifestazione che rende omaggio ad un esemplare figlio di Gorgoglione,servitore dello Stato per lunghi anni, come sostituto Commissario di Polizia,durante un periodo assai difficile per tutta la Nazione:Gianfranco Di Santo,da additare ,soprattutto alle giovani generazioni,quale esempio mirabile di dedizione al dovere.
E’ stato lo stesso Gianfranco Di Santo a parlare del suo libro,in una relazione con la quale ha ripercorso la sua attività e spiegato come esso sia stato scritto con il precipuo scopo di ricordare le vittime del terrorismo politico in Italia,non meno delle loro povere stesse famiglie
che rappresentano un parallelo calvario di dolori e sofferenze,soprattutto in considerazione del grave fatto che,al pari dei “martiri” caduti in servizio,siano state colpevolmente dimenticate.
Per perpetuare la memoria del sacrificio,più che per un semplice e formale risarcimento, Di Santo ha deciso di devolvere i proventi della vendita del volume al “Fondo assistenza degli orfani delle vittime del terrorismo” istituito presso il Ministero dell’Interno.
Al successivo dibattito,sono intervenuti l’avvocato Vincenzo Di Pierro, consigliere provinciale, l’insegnante Giuseppe Filippo, l’avvocato Carmine Nigro , il presidente del “ Comitato per Gorgoglione”,Francesco Nigro, il consigliere comunale Clementina Leone e l’editore professore Attore.
Tutti gli oratori hanno avuto parole di elogio e di ammirazione per Gianfranco Di Santo,per quello che ha dato, con sprezzo del pericolo,alla giusta causa di sicurezza e libertà per le Istituzioni,tanto da meritarsi l’alta onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana,conferitogli dal presidente Carlo Azeglio Ciampi.
Il pubblico numeroso e commosso presente in sala ha sottolineato con applausi i vari interventi, a testimonianza dell’affetto nutrito nei confronti del compaesano Di Santo,con l’auspicio che la sua professione venga perpetrata nel tempo:per questo,contrariamente ai desideri del padre,c’è la figlia Donatella, alla quale il Commissario ha dedicato il libro con queste belle parole “a mia figlia Donatella,il grande amore della mia vita perché ne faccia tesoro,prima della sua scelta”. Forse,è troppo tardi.
Giovanni Labanca
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