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| Da Basilicata stop a deposito scorie e centrale Tricarico |
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15/01/2010 |
| Il nucleare non rientra nelle ipotesi di sviluppo energetico regionale della Basilicata e sul territorio lucano non sarà realizzato nessun tipo di deposito di scorie “che accolga rifiuti nucleari provenienti da alcuna parte d’Italia e del mondo”. E' quanto ha stabilito il Consiglio regionale, che la notte scorsa ha approvato all’unanimità il Piear (Piano di indirizzo energetico ambientale regionale).
Si tratta, è scritto in una nota dell’ufficio stampa della giunta regionale, di una scelta adottata considerando “remota” l’ipotesti che il nucleare sia in grado di ridurre costi ed emissioni, per “tutelare l'ambiente e la salute dei cittadini”, e per dare “una risposta chiara e netta – ha detto il vicepresidente della giunta regionale, Vincenzo Santochirico – al tentativo del governo di espropriare i territori dalla loro capacità di decidere in una materia decisiva per lo sviluppo”.
A tutto ciò si aggiunge l’esperienza della Basilicata, con le “problematiche connesse alla gestione del Centro Enea di Rotondella (Matera)”, dove sono custodite 64 barre di uranio irraggiato provenienti da una centrale atomica statunitense, e le proteste del 2003, quando tutta la regione si oppose alla realizzazione del deposito nazionale delle scorie nucleari a Scanzano Jonico (Matera).
CONSIGLIO: NO A CENTRALE TRICARICO
Inoltre, il Consiglio regionale della Basilicata, ha approvato all’unanimità due mozioni – presentate da Rosa Mastrosimone (Idv) e da Pasquale Di Lorenzo e Antonio Tisci (An-Pdl) – sulla richiesta di revoca dell’autorizzazione per la costruzione di una centrale a biomasse a Tricarico (Matera).
Con le mozioni, è scritto in una nota dell’ufficio stampa del Consiglio regionale, “si impegna la giunta regionale a revocare la delibera di autorizzazione e ad adottare tutti gli atti necessari a sospendere la costruzione della centrale, per consentire un maggior approfondimento della situazione in base al nuovo Piano di indirizzo energetico ambientale regionale”.
I consiglieri regionali, nei due testi, hanno evidenziato che la giunta, con una delibera, ha autorizzato lo società “Clean Energy” alla costruzione della struttura, ma “l'autorizzazione - ha detto Mastrosimone – non offre garanzie sufficienti e sono necessari approfondimenti sulle conseguenze ambientali e sulla salute dei cittadini”. La centrale inoltre, per Tisci e Di Lorenzo, “arrecherebbe pesanti ripercussioni sulle produzioni agricole e zootecniche”.
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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