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| Senise, frana '86: nel 2009 gli ultimi fondi per la ricostruzione |
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13/01/2010 |
| Circa 800mila euro per completare la ricostruzione. Un ricostruzione partita dopo il 1986, anno della terribile frana che sconvolse Senise e che fece stanziare, nell’ambito della famosa legge 120 (da quel momento denominata “legge Senise”) 6 miliardi di vecchie lire proprio per la ricostruzione e per le opere di consolidamento. “Nei mesi scorsi- spiega l’assessore comunale alle opere pubbliche Giuseppe De Donato- il Comune di Senise ha fatto presente alla Regione Basilicata che erano necessari altri fondi per completare gli interventi di ricostruzione”. I fondi erogati nel corso degli anni erano legati agli stati di avanzamento dei progetti: vuol dire che man mano un progetto andava avanti, altrettanto gradualmente il privato faceva richiesta al Comune che, a sua volta, mandava la richiesta alla Regione. “Ma quando abbiamo ripreso la pratica- continua De Donato- la Regione ci ha comunicato che i fondi originariamente previsti erano finiti”. Come risolvere la questione? “Tempo fa, nell’ambito delle competenze del Dipartimento Regionale alle Infrastrutture- ha spiegato l’ex assessore Innocenzo Loguercio- ho effettuato un’analisi su quelle che erano le risorse inutilizzate nel territorio regionale. Nell’ambito della legge Senise c’erano oltre 5 milioni di euro che non erano stati utilizzati. Senise aveva una necessità di circa 900mila euro perché in passato circa 150mila euro (all’epoca circa 300 milioni di lire) erano stati erogati per il pagamento di un team di tecnici che avevano effettuato uno studio sulle caratteristiche territoriali dell’abitato”. In riferimento a questo passaggio, l’assessore De Donato precisa come attualmente lui stesso sia alla ricerca di questo studio che in copia, verosimilmente, dovrebbe trovarsi all’interno delle stanze municipali. “Per recuperare i fondi- continua Loguercio- ho riunito in una conferenza dei sindaci i comuni che, oltre a Senise, avevano usufruito di fondi per la legge 120 e che avevano ancora delle rimanenze. E devo dire che con un’inaspettata solidarietà ed evidentemente comprendendo la situazione, questi Comuni hanno ceduto parte dei loro fondi”. Fondi che ammontano, appunto, a 800mila euro. Di questi, metà sono destinati ai casi di ancora non completata ricostruzione (tra gli aventi diritto nella graduatoria); “per l’altra metà- conclude De Donato- abbiamo fatto richiesta alla Regione di poterli utilizzare per completare opere collegate in qualche modo alla legge 120, prima fra tutti l’annosa vicenda dei “Cappuccini”, quartiere nato in seguito alla frana e mai del tutto completato”.
Mariapaola Vergallito
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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