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| Cersosimo: sospeso il consiglio, arriva il commissario |
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12/01/2010 |
| Il Prefetto di Potenza, Luigi Riccio, ha sospeso il consiglio cfomunale di Cersosimo e nominato per la gestione provvisoria dell'ente il vice prefetto Mauro Senatore. Il tutto dopo la mozione di sfiducia con cui 7 consiglieri (3 della maggioranza e 4 della minoranza) si sono schierati contro il sindaco Mario Trupo, che perde i numeri e aspetta l’ufficializzazione dello scioglimento del Consiglio da parte del Presidente della Repubblica entro il 24 gennaio. “Perché- spiega - se a marzo ci saranno le elezioni comunali io mi ricandido, forte del fatto di non essere stato mandato a casa dai cittadini, che invece nel maggio scorso mi avevano eletto con un’ampia maggioranza, ma da consiglieri che, senza dare una spiegazione, hanno votato a sfavore”. I consiglieri fuori dalla maggioranza sono Pietro Gulmì e Concetta Labanca, ex Pd e da poco Udc e Pietro Vitarelli, del gruppo misto.
“Dire – continua Trupo- di aver visto tradita la fiducia riposta nell’amministrazione senza citare casi concreti, per me, è come non riuscire a spiegare il vero motivo della mozione”. Il motivo lo abbiamo chiesto ad uno dei consiglieri. “La poca trasparenza dimostrata- dice il consigliere- sono riconducibili ad una programmazione, soprattutto in materia di bilancio, in cui le previsioni non hanno rispettato le attuazioni. Per esempio: gli oltre 8mila euro previsti a marzo per l’incentivo sui libri delle scuole dell’obbligo, a dicembre sono diventati 3mila. Per i fondi del sisma del ’98 le pratiche per gli immobili non sono partite; non è mai stata presa in considerazione l’istanza per dare la giusta indennità di rischio ai dipendenti comunali. I motivi sono molteplici”.
“La mozione - dice l’ex sindaco- è arrivata dopo che mai nessuno dei consiglieri di maggioranza si era espresso ufficialmente a sfavore del deliberato, tanto meno per l’assestamento di bilancio. Come ho detto anche in consiglio, mi era stato chiesto di azzerare la Giunta e di creare una nuova maggioranza con chi poi ha firmato contro di me. Ed io non ho accettato”.
Mariapaola Vergallito
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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