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| Una nuova governance per gestire i fondi sul Pollino |
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6/01/2010 |
| Ente Parco Nazionale del Pollino, Regione Basilicata, Province e Comuni si mettono insieme per creare una rete per far fronte alle emergenze nel territorio dell’area protetta; lo fanno con l’approvazione delle prime linee di intervento figlie di un protocollo di intesa siglato nel 2008
tra il Parco, i presidenti delle Province di Cosenza, Potenza e Matera e delle Regioni Basilicata e Calabria. Quello che si vuole realizzare è sostanzialmente un nuovo modello di governance interistituzionale, nella quale sia possibile avere un soggetto coordinatore, in questo caso il Parco, per la programmazione dei fondi della Comunità Europea destinati ai territori interessati. Tutti i Comuni che fanno parte del Pollino sono stati chiamati a inviare proposte progettuali che dovranno essere ora valutate dalla regione. Il piano è diviso essenzialmente in tre macrosettori: la valorizzazione delle risorse naturali, storiche e culturali; il potenziamento nel mercato dell’imprenditoria locale; il miglioramento della qualità della vita. Sono stati ipotizzati piani di gestione stabiliti da soggetti privati e la loro gestione prevede una partnership tra pubblico e privato. Gli assi di intervento si snodano attraverso la valorizzazione dei prodotti tipici agroalimentari e potenziare lo sviluppo sostenibile; lo sviluppo dell’artigianato richiede, inoltre, un’azione formativa; nell’ambito del sostegno all’impresa è necessario anche un adeguato sistema di comunicazione. Creare, per migliorare la vivibilità, servizi legati alla costituzione della banda larga, al miglioramento dei trasporti, dell’impiantistica sportiva, che possano permettere anche un migliore sistema di accoglienza per i fruitori esterni.
Ancora: reti museali, i grandi attrattori, la sentieristica, ogni comune avrà una specificità;ancora: la creazione del museo dell’alimentazione in uno dei Comuni del territorio. Questi alcuni interventi nell’ambito dei tre assi strategici. Ad oggi il tutto è in una fase che necessita ancora un confronto operativo con gli uffici regionali e per questo non è possibile citare ancora gli interventi puntuali che interessano ciascun territorio.
“C’è un’unità di intenti tra due Regioni, 6 Province e 56 comuni- spiega il presidente della Regione Vito De Filippo- e poi ci sono risorse finanziarie. Le linee strategiche non hanno importi già precisi, ma dettano azioni importanti sia sul Fesr che sui Fondi sociali delle due regioni. Risorse consistenti di svariate decine di milioni di euro”.
Mariapaola Vergallito
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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