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| Comitato NTN: "solidarietà a Rega, non rinucni alla protezione" |
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5/01/2010 |
| Il comitato NTN “Nessuno Tocchi Nello Rega”-sorto per sollecitare l’assegnazione di una scorta al giornalista, autore del libro “Diversi e divisi”- Diario di una convivenza con l’Islam, causa delle continue minacce iniziate ancor prima della sua pubblicazione-, esprime preoccupazione per l’annunciata decisione dell’autore di rinunciare alle misure di sicurezza, di cui il comitato potentino per l’ordine pubblico, ha ravvisato la necessità. Tale decisione che sarebbe maturata dopo che ancora una volta, ieri, 4 gennaio, ha trovato sulla propria auto, in Roma, in sosta al quartiere Prima Porta, la solita busta contenente proiettili e minacce di morte ha firma Hezbollah. “Comprendiamo il rammarico del giornalista per una situazione che si trascina avanti da mesi e che ha determinato un’indubbia mancanza di serenità nel vivere le proprie giornate. All’assenza di alcune istituzioni, da cui Rega dichiara di sentirsi abbandonato, siano di conforto la presenza e solidarietà dei tanti cittadini che hanno raccolto e sottoscritto l’appello -dichiara il promotore del comitato, Paolo Sinisgalli, che aggiunge: “La rassicurante presenza dei carabinieri alle varie presentazioni in terra lucana, dove il volume è stato sinora presentato, ha permesso momenti di serene riflessioni attorno alla difficile convivenza tra cristiani e islamici. Esempi concreti, le tappe di Viggiano e Tursi dove gli organizzatori hanno ritenuto di invitare esponenti di altre culture. Le contestazioni di Banzi, messe in atto da soggetti non identificabili come appartenenti al mondo islamico, dimostrano che gli estremisti si annidano ovunque. La rinuncia ad azioni legali contro di questi, che, come comitato suggeriamo, sarebbe un bel segnale distensivo. Nell’attesa che, chi di dovere, valuti per la necessità o meno della protezione al giornalista, proponiamo la sorveglianza fissa del parabrezza della sua auto. Potrebbe servire, sempre che non sia già stato fatto, per identificare i responsabili dei ripetuti atti intimidatori. |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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